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ZAMPARINI: "Rifarei ogni scelta. Pastore l'unico a farmi piangere"
20.07.2012 10:52 di Claudio Masini
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E' uno Zamparini a tutto campo quello intervistato da Sky Sport, il patron è tornato sulla sua esperienza decennale alla guida del Palermo affermando di essersi pentito di poche scelte, a partire da quella di acquistare la società rosanero da Franco Sensi: "Quando ho acquistato il Palermo da Sensi lui era felicissimo, mi ricordo ancora il suo sorriso probabilmente anche perché si era tolto un peso, e forse me lo stavo per prendere io - ha spiegato il patron - ma ero talmente convinto ed entusiasta di questa scelta che andai anche contro il parere di Rino Foschi che voleva che io comprassi il Genoa". “Se rifarei tutto quello che ho fatto? Assolutamente sì, non mi pento di nulla. Ho raggiunto grandi obiettivi e grandi risultati e ho commesso anche degli errori dovuti alla mia impulsività perché a volte prendo le decisioni in dieci secondi e se non ci azzecco mi becco pure qualche fischio. Fin quando penso di continuare con il calcio e se mi sono dato un termine di età? A volte la mattina mi alzo e mi chiedo chi me lo fa fare di stare in questo mondo di cui non condivido molti aspetti e in cui investo anche tantissimi soldi con il rischio anche di beccarmi qualche critica ma quello che mi anima è la mia grande passione per questo sport. E quindi quando smette? Fin quando muoio quindi il più tardi possibile (ride ndr)”, ha aggiunto Zamparini. Il patron è tornato anche sui grandi giocatori che hanno vestito la maglia del Palermo, da Cavani, che ancora doveva esplodere, a Corini, a Toni e a Pastore che invece l'ha fatto palpitare: "Non ho mai avuto un portiere forte che mi desse sicurezza e mi convincesse del tutto quindi tra i pali non saprei chi citare. In difesa dico Zaccardo, Barzagli, Kjaer e Balzaretti. Mentre in mezzo Corini regista straordinario e giocatore fortissimo con Nocerino e Pastore – ha spiegato Zamparini – In attacco Toni, Amauri e… Miccoli. Cavani in panchina? Sì, perché a Palermo non ha avuto modo di esprimere il suo potenziale e tutti dicevano che non era un centravanti preferendolo seconda punta o addirittura esterno pur di non lasciarlo in avanti ma lui è una prima punta e alla fine ha avuto ragione lui. Se ho mai pianto per il Palermo? Io non ho mai pianto per il calcio, l’unica volta che l'ho fatto è quando ho visto toccare per la prima volta il pallone a Javier Pastore, l’unico vero fuoriclasse che io abbia mai avuto nella mia gestione in cui ho avuto tanti buoni ed ottimi giocatori tipo Corini, Amauri ed altri ma non come lui”. Altre notizie - Primo Piano
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