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CAMBI POSITIVI E CAMBI NEGATIVI: GASP COME ROSSI E GUIDOLIN?
19.09.2012 17:00 di Emanuele Mercurio - twitter: @EmaMercu
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Zamparini è il re dei presidenti mangia-allenatori: con l'esonero di Sannino siamo a circa 50 esoneri in carriera, tra Venezia e Palermo.
Il "cambio in corsa" sulla panchina del Palermo ha avuto fortune alterne.
Ci ricordiamo le esperienze negative di Arrigoni, che sostituì Glerean dopo una sola partita della Serie B 2002/2003, ma non riuscì a far rendere al meglio lo squadrone che aveva a disposizione, tanto che venne a sua volta sostituito da Sonetti. Così come il cambio del 2006, quando Zamparini decise di allontanare Guidolin ed affidare la squadra al duo Pergolizzi-Gobbo, fu poco fortunato (durò solo 3 partite). E, storia simile a quest'ultima, anche la parentesi di Serse Cosmi sulla panchina del Palermo (durato solo 4 match) fu un altro esempio di come non sempre i cambi in panchina portino a dare quella "scossa" che il presidente desidera.
Tre subentrati durante il corso dell'anno, invece, hanno svolto il loro compito senza troppi scossoni: Mutti l'anno scorso, quando portò con non troppa fatica (e non troppo entusiasmo) il Palermo alla salvezza; così come Papadopulo, sostituto di Del Neri nel 2005/2006; mentre un po' meglio andò a Davide Ballardini nel 2008/2009, che riuscì ad ottenere il record ancora imbattuto di 17 vittorie in campionato.
Ci sono due esempi, invece, di cambi in panchina riusciti al meglio. E parliamo di quegli esoneri di Zamparini, magari anche allora accolti male dai tifosi, che hanno però portato sulla panchino rosanero i due allenatori più amati della storia recente del Palermo.
Francesco Guidolin, infatti, arrivò al Palermo il 26 gennaio del 2004, subentrando a Baldini, e tutti sappiamo quanto bene abbia fatto al club siciliano questo cambio in panchina. E anche l'altro grande allenatore del Palermo, Delio Rossi, forse il più amato dal pubblico rosanero, subentrò a Walter Zenga il 23 novembre del 2009.
Zamparini, durante la presentazione di Gian Piero Gasperini di ieri, ha dichiarato che "in questo momento c'era sul mercato Gasperini, come quando ho sostituito Baldini c'era sul mercato Guidolin". Il patron friulano, dunque, trova delle somiglianze tra la situazione attuale e quella che portò Guidolin a Palermo. Questo vuol dire che c'è più di un motivo che porta il nostro presidente a cambiare così spesso allenatore. A volte sono scelte istintive, non sempre comprensibili dall'esterno, delle quali poi si pente lui stesso dopo poco tempo (vedi Pergolizzi - Gobbo, o Cosmi). Altre volte, invece, sono scelte più ragionate: c'è un allenatore disponibile che il presidente reputa migliore dell'attuale. Se la squadra va male, perché non sfruttare l'occasione per prenderlo, prima che se lo assicuri qualcun'altro?
La chiamata di Gasperini, così come quelle di Guidolin e Rossi, sono ascrivibili a questa seconda categoria. Non resta che augurarci che anche l'esito sia lo stesso, e che il tecnico di Grugliasco riesca a entrare nella storia del Palermo e nei cuori dei tifosi rosanero.
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