Sirigu "non esce neanche a calci in culo", parla il presidente dell'Apport (Associazione Preparatori Portieri Italiani)

03.03.2011 01:00 di Redazione Palermo24   Vedi letture
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Sirigu "non esce neanche a calci in culo", parla il presidente dell'Apport (Associazione Preparatori Portieri Italiani)

"Sirigu non esce neanche a calci in culo". Telegramma firmato Maurizio Zamparini qualche giorno fa a Radio Radio, emittente radiofonica nazionale. Walterino, uno dei migliori portieri d'Italia, è incappato in una giornata negativa, domenica scorsa, contro l'Udinese, in cui il Palermo ha preso ben sette gol. Una giornata no, che comunque, ha visto protagonista tutta la squadra rosanero. Ma con una difesa così ballerina, con un solo giocatore esperto - Cesare Bovo - e due novellini come Munoz e il rimandato a Andjelkovic, è ovvio che, anche il portiere, abbia dei momenti negativi.

Del momento di Sirigu e dell'affermazione di Zamparini, il quale ha aggiunto che "se un portiere non esce probabilmente  non lo allenano bene nelle uscite", Palermo24.net ne ha parlato con il presidente dell'APPORT, l'Associazione Italiana Preparatori Portieri di Calcio, Claudio Rapacioli. "Sirigu - ricorda Rapacioli -  è nelle mani di Paradisi da due anni. Questo ragazzo ha dei margini di miglioramento e l'anno scorso, anche quando è andato via Brambilla (il preparatore arrivato a Palermo con Walter Zenga, ndr), ha continuato a disputare un buon campionato risultando uno dei giovani più positivi della stagione.
Quest'anno - osserva il presidente dell'Apport -  all'inizio a me è sembrato che avesse fatto comunque bene, mentre in questo momento, il fatto che la squadra stia subendo qualche scoppola in più, fa tendere il portiere a non rischiare più di tanto. Quando i risultati vengono, anche il portiere si prende qualche rischio in più, mentre nel momento in cui la situazione non va bene evita di rischiare. È più che altro un discorso psicologico. Nella situazione attuale credo manchi al Palermo e alla sua difesa un po' di tranquillità. Non mi sembra comunque che Sirigu esca poco e che abbia dei problemi, anche se magari non è il suo pezzo forte. Però quando esce lo fa bene.  E poi - prosegue Claudio Rapacioli -  vi faccio un esempio, che esula dal discorso Sirigu. Valutiamo un attimo Curci: il primo anno alla Roma gli vedevo prendere dei gol incredibili e tutti chiudevano un occhio. L'anno dopo, che doveva confermarsi, nessuno gli perdonava niente. Adesso sta iniziando ad essere un portiere per la categoria. Sirigu sta comunque vivendo una situazione analoga: l'anno scorso si è trovato proiettato in prima squadra e un po' di spensieratezza dettata dal momento gli ha fatto assumere un certo tipo di atteggiamento. Quest'anno la gente si aspetta qualcosa in più. Ciò che gli veniva perdonato l'anno scorso, magari una palla sulla quale non usciva, quest'anno non passa  perché è un portiere di ottime prospettive ed è in Nazionale. Tornando ai sette gol - continua - se devo andare a valutarli con attenzione, non ho visto grosse responsabilità da parte di Sirigu. Mi è sembrata più la difesa in confusione. Le esternazioni di Zamparini? È un presidente eccezionale, ma rischiano di mettere a repentaglio la serenità del gruppo.  Se uno comunque vuole fare il portiere a certi livelli, deve lasciar scivolare via le critiche che riceve perché passa in poco tempo dal salvatore della patria al più scarso di tutta la terra. Guardate Eduardo del Genoa, che un mese fa era stato crocifisso, mentre adesso le ultime prestazioni lo hanno rivalutato. Quando si giudica un portiere ci vuole molto equilibrio. Se domenica Sirigu para un rigore e fa tre interventi diventa un fenomeno? Spesso dirigenti, tifosi e stampa - osserva Rapacioli - tendono ad essere qualunquisti sul ruolo dell'estremo difensore. Il portiere va valutato profondamente e considerando anche il reparto difensivo. A Sirigu consiglio di fregarsene e andare avanti, perché ha le capacità per fare una carriera di buon livello ed è uno dei migliori portieri che possa avere il Palermo in base alla sua filosofia. Deve restare sereno e basta. Da questi momenti si esce staccando la spina, guardandosi dentro e credendo di più in sé stessi. Sirigu è uno dei migliori giovani d'Italia, non sarà certo una parttia sfortunata a far cambiare opinione su di lui. Mario Paradisi? L'ho conosciuto una volta ad uno stage - ricorda il numero uno dell'Apport - ma non so come lavora. È da anni a Palermo ed è stato anche richiamato quando è andato via Brambilla. Se è ancora lì - conclude - probabilmente gode della fiducia da parte del club".