Lazio, Mirra: "Palermo avversario difficile da incontrare. Le prossime due partite ci diranno il valore.."

24.11.2016 16:30 di Antonio Barbera   Vedi letture
Fonte: sslazio.it
© foto di Federico De Luca
Lazio, Mirra: "Palermo avversario difficile da incontrare. Le prossime due partite ci diranno il valore.."

L’ex difensore biancoceleste, Vincenzo Mirra, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel (233 di Sky):

“La Lazio sta vivendo uno dei momenti più positivi degli ultimi anni. La condizione psico-fisica è eccellente. Dobbiamo provare a continuare su questa strada ma non sarà facile.

Siamo di fronte a una situazione particolare. Nelle prossime due gare capiremo che campionato sarà per la Lazio. Il Palermo è un avversario difficile da incontrare psicologicamente; tecnicamente invece i biancocelesti non dovrebbero soffrire troppo. Una settimana più tardi arriverà il derby, una partita che si prepara da sola. Queste due settimane ci diranno il valore caratteriale di questa squadra. Inzaghi dovrà far sembrare tutto normale come è accaduto fino ad oggi.

Queste 13 partite ci dicono che in questo campionato c’è sempre possibilità di recuperare. La bassa classifica sembra ormai delineata. Non era mai capitato, non ricordo squadre già quasi condannate dopo 13 gare. In alto, invece, c’è una bagarre importante, esclusa la Juventus. La Lazio può avere delle opportunità che non vanno sprecate.

Il gruppo biancoceleste ha delle certezze, una di queste è costituita da un attacco che poche squadre possono annoverare e che può fare la differenza in qualsiasi momento. La Lazio deve cercare di ottenere sempre il massimo da ciascuna gara.

Il pacchetto difensivo fa la differenza quando singolarmente si hanno giocatori di livello; nel caso della Lazio, invece, gli avversari sono in apprensione vedendo un tridente così. È il caso di dirlo, la miglior difesa è l’attacco.

Questa squadra fa vedere un anno buono e uno più complicato. Nove undicesimi della formazione base di Inzaghi è costituito dagli stessi che hanno fatto bene nella prima annata con Pioli e meno bene nella scorsa stagione. Vedremo quindi mentalmente se questo gruppo riuscirà a togliersi grandi soddisfazioni.

Tra Inzaghi, Gasperini e Montella, il tecnico piacentino è quello che ha avuto il compito più arduo, anche perché gli altri due hanno portato con loro un cambiamento in estate; l’ambiente biancoceleste invece era più depresso. Inzaghi è diverso dall’allenatore del Milan: sa gestire i momenti ed è più malleabile mentre credo che Montella abbia un suo credo tattico e lo vada a perorare fino all’ultimo.

A meno che non ci siano straordinari capitali da investire, nel mercato di gennaio non ci saranno particolari stravolgimenti in Serie A. Quando c’è un mercato di riparazione significa che qualcosa non è andato bene in estate o che si inizia già a programmare in vista della stagione successiva.

In Italia ci sono buonissimi giocatori, bisogna avere il coraggio di metterli in campo. Le società, dal canto loro, devono anche supportare le decisioni dei tecnici. I giovani inizialmente possono commettere alcuni errori, ma è comprensibile. Inzaghi al momento del suo insediamento si è affidato ai senatori dello spogliatoio, Gasperini quest’anno invece ha notato come potessero essere i giovani a dargli maggiore garanzie. È stata una giusta intuizione.

Un allenatore ormai può preparare bene ogni partita, ma deve essere ancora più bravo a leggere e interpretare la gara trovando poi le giuste contromosse.

Se un giocatore è forte, gioca. Oggi il fantasista non trova spazio perché evidentemente non ce ne sono con caratteristiche tali da poter fare la differenza. Poi nel calcio ci sono le mode: ora è tornato il 4-3-3, in precedenza molte squadre venivano schierate 4-2-3-1. In Italia abbiamo i tecnici più bravi in Europa: capiscono i giocatori che hanno a disposizione e li schierano nelle posizioni dove possono rendere al meglio. Se oggi gli esterni sono determinanti, è anche merito dei tecnici che trovano sempre gli schemi migliori per mandarli al tiro.

Chi farà più gol tra Belotti e Immobile? Sono diversi, però devo ammettere che l'attaccante del Torino mi piace tanto. Mi ricorda un po’ a Chinaglia. Mi è sempre piaciuto dai tempi della Serie C all’Albinoleffe, non molla mai. Incarna il calciatore ideale di ogni allenatore e di ogni tifosi”.