Il ballo del tip tap di Zaza e la tracotanza di Pellè. Complimenti a Conte, adesso tocca a Ventura con le sue novità in attacco. Il Palermo dice addio a Gila, la scelta più folle di sempre?

04.07.2016 00:20 di Mauro Maddio  articolo letto 597 volte
© foto di Federico Gaetano
Il ballo del tip tap di Zaza e la tracotanza di Pellè. Complimenti a Conte, adesso tocca a Ventura con le sue novità in attacco. Il Palermo dice addio a Gila, la scelta più folle di sempre?

Dopo una giornata a digerire la cocente uscita dagli Europei, milioni di italiani si sono divertiti a sbeffeggiare gli errori di Pellè e Zaza alla lotteria dei rigori: rete scatenata, migliaia di video, immagini, gif e quant'altro a irridere le due esecuzioni degli attaccanti azzurri: il ballo del tip tap come in molti ironicamente hanno definito l'infinita rincorsa di Simone (Zaza) e la dabbenaggine di Pellè che convinto di vincere un duello psicologico col portiere più forte del mondo, perde il confronto miseramente. Almeno avesse fatto veramente il cucchiaio promesso che forse ci avrebbe anche azzeccato (visto che in passato è riuscito a segnare ogni volta quando l'ha provato): a quest'ora starei scrivendo del fenomeno Pellè che ci ha portati in semifinale e non dello stupido Pellè che invece ci ha condannati. Derisioni senz'altro meritate, ma che non devono diventare condanne definitive per due giocatori che comunque, quando sono stati chiamati in causa, hanno saputo dare un enorme contributo nei momenti più difficili, sia in Nazionale che nei rispettivi club (forse Zaza un po' meno in questo Europeo, ma sicuramente decisivo nelle qualificazioni). Sicuramente, da questi gravi errori si impareranno lezioni fondamentali e la prossima volta i rigori li batteranno a testa bassa, rincorsa breve e calciati con forza nell'angolo: non importa se il portiere intuisce e si muove nella direzione giusta, l'importante è che non ci arrivi. Comunque sia, grandi ringraziamenti ai 23 di Conte che ci hanno regalato emozioni indescrivibili e al cardiopalma per questa edizione dell'Europeo, forse con un po' di fortuna e magari con i nostri titolarissimi in campo, il finale sarebbe stato diverso e ci avrebbe visto alzare la Coppa insieme al nostro capitano Buffon, urlando di gioia ancora una volta: "Il cielo è azzurro sopra Parigi", a casa dei nostri odiati cugini: una goduria immensa. Proveremo a rifarci con Ventura, dove vedremo sì la stessa impostazione tattica del neo tecnico del Chelsea, ma forse con qualche novità in attacco. L'allievo Belotti scalpita desideroso di mettersi in mostra questo campionato di Serie A, e chissà se la prossima coppia d'attacco non sia proprio Immobile-Belotti come a Torino. Supposizioni che attenderanno conferma nella prima uscita del nuovo C.T il primo di Settembre contro la Francia.
Passiamo al mercato del Palermo: fin qui una vera delusione, stando alle notizie che stanno emergendo. Il Palermo dice addio a Sorrentino, Lazaar, Maresca, Brugman, Cristante, Vazquez, Gilardino e forse anche a Gonzalez e Quaison. Ben otto giocatori, tra cui almeno cinque che hanno permesso al Palermo di fare un altro campionato di A. E quanti soldi sono disponibili per sostituirli? Solo dieci milioni. E dulcis in fundo, abbiamo un direttore sportivo non totalmente alle dipendenze del club di Viale del Fante, il quale deve prendersi le responsabilità anche del mercato del Cesena: una missione davvero impossibile per Rino Foschi. Sicuri che liberarsi dello stipendio del Gila, ultimo giocatore d'esperienza ormai andato all'Empoli, sia stata una mossa saggia? Di sicuro la politica del risparmio più totale costerà cara e metterà a rischio la permanenza in Serie A di una piazza che spera un giorno di rilanciarsi fra le prime dieci. L'unica cosa che potrebbe salvare il Palermo da un'annata tremenda, è quella di colmare il gap tecnico con il gruppo e l'organizzazione di gioco, magari chiamando in causa anche alcuni protagonisti della Primavera piuttosto che mandarli in prestito e dimenticarsi di loro come si fa spesso (vedi per esempio Bollino che è finito nel dimenticatoio della Lega Pro). L'Italia, l'Islanda e il Leicester ci hanno insegnato che con il gruppo si possono raggiungere risultati mai pensati, il Palermo sfrutti quest'opportunità costruendo una squadra con intelligenza con le poche risorse a disposizione. Ormai siamo ad arrivati all'epilogo dell'era Zamparini, l'unica speranza a cui i tifosi si aggrappano sono le cordate straniere interessate a rilevare le quote azionarie della società. Quell'epilogo (con il conseguente prologo della nuova proprietà) sembra ancora non arrivare, per il momento...