ITALIA: IL MIGLIOR ATTACCO È LA DIFESA, MA RESTANO I DUBBI

07.06.2016 01:00 di Nino Garramone  articolo letto 293 volte
ITALIA: IL MIGLIOR ATTACCO È LA DIFESA, MA RESTANO I DUBBI

Aumentano gli interrogativi col diminuire dei giorni. La sfida contro il Belgio si avvicina ed i rimorsi cominciamo a serpeggiare a Coverciano. L'Italia vince ma non convince, e la partita di ieri sera contro un avversario ben più umile ne è la prova. Servono un rigore e lo squillo di De Rossi infatti per superare una Finlandia mai entrata in partita. Evidenti problemi in fase d'impostazione per gli uomini di Conte, costretti spesso e volentieri a dover tornare da Bonucci prima di verticalizzare. Una nazionale atipica se si pensa al glorioso passato, ormai alle spalle. Probabilmente manca un Pirlo, a cui sono stati preferiti giocatori di corsa che garantiscono qualcosa in più in fase di copertura. Poco talento e poca fame poi, a caratterizzare una spenta Italia, ben lontana dai canoni a cui si era attenuta negli anni precedenti. Ed allora la domanda sorge spontanea, perché Immobile e non Belotti? Perché Eder e non Vazquez? El Mudo sarebbe servito e non poco a questa squadra. Un giocatore capace di giocare tra le linee, pronto a pulire ogni pallone sporco nella metà campo avversaria. L'italo-argentino si sarebbe inserito alla grande nel gruppo di Conte, e sarebbe stato perfetto in un 3-5-2 che conosce bene grazie a Iachini. Il commissario tecnico ha comunque fatto le sue scelte, definirle discutibili o meno sono solo chiacchiere, mentre resta viva la speranza che il miglior attacco sia davvero la difesa.