Chi ha scoperto Devis Mangia. Guffanti: "Palermo, te lo presento"

10.09.2011 12:55 di Redazione Palermo24  articolo letto 3068 volte
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
Chi ha scoperto Devis Mangia. Guffanti: "Palermo, te lo presento"

Il lavoro che adesso gli sta vedendo raccogliere dei frutti, parte da lontano. Cosa hanno in comune Devis Mangia del Palermo e Beppe Scienza del Brescia? Riccardo Guffanti, direttore sportivo e consigliere dell'ADISE, oggi osservatore dell'Udinese. L'esperto dirigente infatti può vantare la scoperta dei due allenatori, chiamati ad allenare nel mondo dei grandi. Con due presidenti, Zamparini e Corioni, tutt'altro che facili. Dei due giovani allenatori, TuttoMercatoWeb ne ha parlato proprio con Guffanti, che ha raccontato alcuni retroscena.  "Cominciavo a fare il direttore sportivo. Era il '91 - racconta l'osservatore bianconero - dopo tre anni di collaborazione con Beppe Marotta al Monza. Nei settori giovanili si vanno a cercare i tecnici fuori e invece ho avuto l'idea di dire a Devis 'non fare più il giocatore, l'anno prossimo prendi in mano una squadra di ragazzini e allena'. L'aveva anche presa un po' male, all'inizio. Gli stavo togliendo una cosa che sentiva importante, ma da Marotta avevo imparato ad investire sulle persone più che sul loro pedigree. Proposi a Mangia di allenare i ragazzini, e ora se è arrivato dov'è, è perché ha avuto la presunzione, che spesso viene vista come un aspetto negativo, e l'umiltà di aver fatto un percorso da vero allenatore e aver accettato quello che le società gli hanno messo a disposizione. Ha sposato il progetto di Sogliano, passando dalla C2 all'Eccellenza. Questa cosa poi è stata premiata dall'attuale ds del Palermo, che lo ha portato prima a Varese e poi in Sicilia. Devis Mangia è un allenatore che si adatta al direttore sportivo. E oggi il calcio ha bisogno di dirigenti competenti, come Sogliano. Devis è un vincente, il Palermo vincerà la sua scommessa. Breda? Ero il ds della Pro Patria e lui da calciatore dimostrò delle difficoltà sotto il profilo fisico, però aiutò tutti i giovani che facevano parte della rosa. Questo mi fece scattare l'idea di proporgli l'allungamento sui tre anni e così iniziare ad occuparsi del settore giovanile. Ci pensò, perché portare via il campo a chi ce lo ha sotto i piedi è difficile. Ma poi accettò e fece due anni splendidi nel ruolo di responsabile del settore giovanile. Successivamente - prosegue Guffanti -  iniziò ad allenare e oggi ce lo ritroviamo in serie B, dove al Brescia non ha dettato acquisti ma li ha trovati. Come Udinese sono andato ad osservarlo e ho visto una squadra che gioca molto bene al calcio. Il Brescia non ha la squadra di nome come l'anno scorso, però ha un gruppo di ragazzi interessanti che gioca bene a calcio. E c'è la mano dell'allenatore". I due allenatori però devono fare i conti con dei presidenti molto esigenti. "Non è un problema - assicura Riccardo Guffanti - Beppe l'ho conosciuto come giocatore e l'ho vissuto come responsabile del settore giovanile: è un allenatore da 'cuore Torino'. Riesce a rendere unito lo spogliatoio. Una volta che si chiude la porta dello spogliatoio, diventano tutti un'unica cosa. Invece so che Devis è molto emozionato per questo sogno che sta realizzando, ma lui sa essere equilibrato e non vive di paura. Il presidente Zamparini, da questo punto di vista, ha solo da guadagnarci, perché tra qualche anno potrà dire di aver lanciato l'allenatore in serie A". Chiosa finale dedicata all'Udinese. "La politica e la filosofia non cambia e qui mi preme sottolineare che il successo di alcune società è determinato da quelle persone di cui non si parla molto. E qui faccio il nome di Andrea Carnevale. Negli anni passati era visto come un ex calciatore, ma è una grandissima persona e un ottimo talent scout. Ha grande capacità di selezione. Oltre alla rete di osservatori, la vera selezione, viene fatta da Gino Pozzo e - conclude - proprio Andrea Carnevale".