Palermo, le verità di Franco Ceravolo dopo l'addio: parla l'ex ds

15.04.2015 23:48 di Vittorio Damiani  articolo letto 1066 volte
Fonte: Alessio Alaimo - Tuttomercatoweb
© foto di Federico De Luca
Palermo, le verità di Franco Ceravolo dopo l'addio: parla l'ex ds

Ieri la risoluzione, oggi Franco Ceravolo parla per la prima volta dopo l'addio al Palermo. Un feeling mai nato, tra l'ex dirigente rosanero e l'ambiente Palermo. Ceravolo parla a TuttoMercatoWeb.comdel suo addio al club di Zamparini e fa chiarezza su tutte le operazioni di mercato e alcune strategie estive. Dalle intuizioni alle operazioni meno positive, almeno sulla carta.

Ceravolo, partiamo dal suo addio: cosa non ha funzionato tra lei e il Palermo?

"C'era una situazione ambientale particolare".

Scusi, in che senso?

"Qualcuno pensava che volessi fare fuori Iachini e la situazione era diventata difficile da gestire. Mi hanno accostato a Ferrara e ad altri allenatori, si stava creando un ambiente difficile che qualcuno ha voluto creare. Ma in realtà io con Ferrara non avevo mai parlato. So di aver fatto il mio dovere, sono contento che calciatori come Chochev, Quaison, Gonzalez e Rigoni stiano facendo bene. E sono contento anche per Viviano, il cui stipendio è a carico della Sampdoria. Sta facendo bene anche Struna, che ho mandato al Carpi. E credo che anche riscattare Belotti in anticipo sia stata una buona mossa. Se parte Dybala, il Palermo può puntare su Belotti".

Però ci sono stati anche i flop: Makienok per esempio, chi l'ha visto?

"Alt. Non è un flop".

Ah no?

"No. È un giocatore alla Toni. Il Palermo ha due fenomeni come Vazquez e Dybala, ci avevo visto giusto quando tutti mi hanno attaccato perché dopo le cessioni di Lafferty ed Hernandez non avevo preso un attaccante proprio per dare spazio ai due argentini. Con Vazquez e Dybala la squadra gioca in un determinato modo. Makienok non parla italiano, ci vuole un po' di tempo anche per ambientarsi, si farà valere anche se a Palermo non è stato fortunato".

Joao Silva non è che stia facendo bene, anzi, anche lui non s'è mai visto.

"Lo ha voluto fortemente Iachini, io l'ho accontentato. Dei giocatori che ho preso, la sua unica richiesta è stata proprio Joao Silva. Ma non voglio dare la colpa a Iachini, perché il mercato l'ho fatto io".

Ed Emerson Palmieri?

"È un ragazzo del 94, un esterno che ama più spingere rispetto a difendere. Ha potenzialità".

Bamba e Feddal, anche loro, a Palermo, mai visti.

"Bamba lo abbiamo preso a parametro zero, oggi è il capitano del Leeds e prossimamente il Palermo otterrà una plusvalenza. Feddal è titolare al Parma e sta facendo la sua figura. I giocatori che avevamo preso non dovevano essere titolari, ma lo scopo era completate la rosa. La cosa più difficile era sistemare i calciatori, a volte nel calcio è più importante vendere che acquistare".

Altra cosa: in estate avete escluso tantissimi calciatori dal ritiro. Chi l'ha deciso?
"Avevamo tanti giocatori tesserati. Ho scelto io insieme a Iachini. Quando hai molti giocatori devi prendere una decisione e convocare quelli che ritieni utili e funzionali al progetto".

Ok, ma non è una scelta rischiosa? Senza dargli spazio neppure in ritiro, fare mercato attorno a loro è stato più difficile, no?

"Alla fine sono andati via tutti, quindi non vedo il problema. E sono contento che il Palermo stia facendo bene".

Domanda cattiva: direttore mi perdoni, ma se ha fatto così bene come dice, perché se n'è andato?

"Sono state ingigantite alcune cose a livello mediatico. E quindi bisognava scegliere, o me o Iachini. Qualcuno dall'esterno ha voluto destabilizzare l'ambiente. Ma parlano i risultati e credo di aver dato il mio contributo al Palermo".

Quindi è andato via per colpa di situazioni esterne?

"Si, è stata creata confusione dall'esterno. A volte paga l'allenatore, altre volte il direttore".

Pentito di aver lasciato il Guangzhou per il Palermo?

"No. Non è stata una scelta facile, però il Palermo è una grande realtà. Avevo accettato con entusiasmo, senza guardare l'orologio quando lavoravo".

E adesso?

"Mi prendo una pausa di riflessione e mi documento, perché voglio farmi trovare sempre pronto. Cerco di essere preparato per eventuali nuove opportunità".