ALZARE L'ASTICELLA

- 13 alla salvezza, ma la consapevolezza della forza della squadra invita ad andare oltre. Alzare l'asticella, mantenendo umiltà.
30.01.2015 00:16 di Giovanni Chifari   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/ Image Sport
ALZARE L'ASTICELLA

Si avvicina la soglia dei fatidici 40 punti, ma cresce anche la consapevolezza di un grande Palermo. Non lo si può più nascondere, il Palermo è una squadra che può puntare ben al di là della salvezza. Sembrano lontani i giorni dell’incerto avvio e dell’eliminazione in Coppa Italia per mano del Modena. La squadra adesso ha un’identità definita, bel gioco e soprattutto voglia di continuare a  stupire. Va bene però il profilo basso, predicato da mister Iachini, da Maresca e da chi ha più esperienza, adesso però bisogna alzare l’asticella. Se non altro per un fatto motivazionale. Sul piano delle energie mentali, infatti, raggiungere quota 40, potrebbe inconsciamente favorire un allentamento della tensione emotiva e quindi minore attenzione sul campo. Invece è segno di maturità, sapersi adattare e se necessario ricalibrare gli obiettivi, riformulare le motivazioni. È questo che deve fare il Palermo, senza però dimenticare quella sapienza nascosta tra le righe del percorso fatto fin qui. Come si è arrivati a questo punto, dov’è stata la svolta, quali ingredienti ed espedienti tecnici e  tattici hanno reso possibile l’inversione rispetto alla tendenza iniziale, insomma, un processo che rimanda alla consapevolezza.

Sul piano motivazionale si possono praticare invece due strade che si intersecano a vicenda. Come squadra, con il girone di ritorno appena iniziato, sarà bello giocare a sfidarsi con se stessi, per migliorarsi. Vivere alla giornata e cercare di superarsi." Il Palermo dell’andata contro il Palermo del ritorno": chi farà più punti? Mente e cuore non lasciano dubbi, ma bisogna passare per il campo.

Per esempio, dopo la prima, perfetto pareggio, sia con il Palermo dell'andata sia con la Sampdoria, anche nel risultato. Stesso punteggio fra andata e ritorno, 1-1 (ma siamo in debito con la “linea di porta” e con chi dovrebbe osservarla). Ma ecco presentarsi subito la possibilità di un sorpasso rispetto al Palermo dell’andata. A Verona si perse immeritatamente. Domenica vincendo, andremmo già a +3. E via dicendo con le altre giornate. Si deve sempre fare un confronto e dire: "Possiamo fare meglio, possiamo ripeterci. Possiamo vincere anche in trasferta. Senza paura". Questo procedimento può essere utile sul piano motivazionale. Fare più punti possibili, perché all’inizio c’era incertezza, ma adesso c’è consapevolezza. Dimensione che mai esclude l’essere presenti a se stessi e il procedere con i piedi per terra.

Altra strada, convergente, e sempre in connessione con i target della squadra: quella che riguarda gli obiettivi dei singoli, che mai, in questa luce sono separati da quelli del team.

Anche qui facciamo degli esempi: Dybala può vincere la classifica cannonieri. Bisogna provare, ma senza pressione. Vazquez può andare in doppia cifra, e c’è una nazionale che lo aspetta. Rigoni e Barreto possono battere il loro record personale di reti in A. Sorrentino può affermarsi come miglior portiere nella top 11 della serie A. Belotti deve anche lui puntare a fare tanti goal, mentre Quaison deve farsi trovare pronto. E quante altre motivazioni potranno avere Vitiello e Terzi e tutti gli altri?

Alziamo l’asticella dunque. Consapevolezza. Verità nota ed ambita fin dal mondo classico, anche in un tempo precristiano, se è vero che nel frontone del Tempio di Delfi c’era scritto a caratteri cubitali: “Conosci te stesso”.