CALCIO, CUORE O BUSINESS?

Una chiave di lettura di stili e linguaggi consolidati che abitano i palcoscenici calcistici.
23.09.2014 22:55 di Giovanni Chifari  articolo letto 955 volte
CALCIO, CUORE O BUSINESS?

Quali sono gli ingredienti del calcio moderno? Quali tendenze sembrano affermarsi nell’universo Palermo?

Un tempo si diceva cuore, grinta, carattere, fatica, tutti aspetti che rimandavano al rettangolo verde del campo da gioco, oggi, sebbene non manchino questi parametri, possiamo affermare che sono altri i fattori dominanti. Nuovi condizionamenti o nuove schiavitù che in un certo modo affievoliscono o indeboliscono tutte quelle dimensioni valoriali che contribuivano di per se a cementificare il rapporto con i tifosi e con la città. Il calcio è oggi più incline al business e ha assunto lo stile e il linguaggio di questo nuovo parametro.   Si compra, si vende, ci si mette in vetrina, si gestiscono i diritti di immagine e quant’altro. Tuttavia non è del tutto cancellata la ricaduta sociale di ogni fenomeno calcistico insieme alla possibilità di promuovere l’incontro fra i popoli. Un tentativo di coniugare fattore economico con dimensione social o anche testimonial sta accadendo in questi giorni in Asia, con l’imminente inizio dell’Indian Soccer League. Un palcoscenico che sta richiamando campioni al tramonto o gente motivata sul piano testimoniale per confrontarsi in un campionato appena trimestrale. Da Del Piero, stella dei Delhi Dynamos a Materazzi, allenatore-giocatore, da Trezeguet a Mutu, dal mister Ruud Gullit a Zico. La squadra “più iltaliana” il Pune City, con il mister Colomba e i calciatori Cirillo, Belardi, Magliocchetti e Davide Colomba insieme al francese Trezeguet; poi Mutu con Materazzi al Chennaiyin; Ljungberg al Kerala, e tante altri volti noti e meno noti. Il calcio è anche questo. E allora ritornando al business e alle sue dure leggi di mercato, ci può stare che dopo le prime performance esaltanti del duo Vasquez/Dybala il Patron rosanero faccia il prezzo del valore mercato dei suoi calciatori, stimando 30-35 milioni per Dybala e un futuro in una big per Vasquez. Previsioni che potranno essere veritiere ma anche in grado di allentare il legame squadra-tifosi-città, rendendo  imprevedibile e incerto ogni sorta di attaccamento futuro alla causa rosanero. Chissà se il Palermo potrà mai essere una big e se un giorno si potrà dire Tizio e Caio non vanno da nessuna parte perché il Palermo ha un progetto vincente.       

Alla vigilia di Napoli – Palermo, su questo versante mediatico e incline al business, come non pensare alla singolare metodologia De Laurentis che chiede ai suoi calciatori la cessione dei diritti di immagine? Un calcio vissuto con passione e con attenzione alla ricaduta mediatica di ogni performance ma non privo di vizi o stili consolidati che affollano l’attuale panorama calcistico. Lo abbiamo detto spesso. Nel calcio di oggi non si può sbagliare. Così Benitez è a rischio e vede l’ombra di Mancini, dicono pronto a subentrare mentre  dall’altra parte Iachini ha sgombrato ogni dubbio presidenziale accumulando ottime prestazioni sul campo. Rimane tuttavia un match complesso. Il Napoli non può sbagliare ma arriva alla gara con troppa tensione, mentre il Palermo è in credito con la fortuna e con la concretezza sotto porta. Chi sarà più libero mentalmente vincerà. Il nuovo derby del sud promette già spettacolo, speriamo si tratti di quello che nasce dal cuore e dalla passione di due grandi popoli.