COME USCIRE DALLA CRISI

17.10.2015 00:43 di Giovanni Chifari  articolo letto 642 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
COME USCIRE DALLA CRISI

Il calcio come la trama di un film. E Domenica va in onda una sequenza cruciale che mette di fronte due allenatori che hanno fatto al storia del Palermo.  Beppe Iachini contro Delio Rossi, per molti addetti ai lavori un match da dentro/fuori al di là delle dichiarazioni di rito che devono necessariamente predicare calma e gettare acqua sul fuoco. Programma crudele di un gioco che come nessun altro sa suscitare grandi emozioni e richiamare un’ampia partecipazione di popolo. Non sarà un match come gli altri anche per diversi ex sul campo, da Brienza a Gilardino.

È strano che dopo il brillante inizio della compagine rosanero si sia precipitati in questa situazione di empasse. Casi di tal genere sono solitamente da attribuire ad un calo di tensione mentale o forse ad un allentarsi della carica motivazionale che ti fa affrontare i match con minore verve agonistica. È accaduto anche questo al Palermo di queste ultime giornate. Anche se non è mancato a tratti il bel gioco, il segnale più preoccupante è parso quello della confusione tecnico tattica sul campo. Per altro verso il cambiamento costante dell’undici titolare ha lasciato presagire la faticosa ricerca di una quadratura, di un’alchimia che tornasse ad essere vincente. L’insistenza su calciatori che hanno mostrato una non piena lucidità nell’interpretazione dei match non va invece giudicata in modo superficiale. Certe scelte rispondono a dinamiche che sfuggono ad un’immediata percezione, pensiamo per esempio all’aspetto legato all’autostima oppure alla realtà motivazionale o anche alla stessa possibilità di far fare esperienza a dei giovani, linea dichiarata dalla società ed evidente nelle scelte di mercato.

Per uscire dalla palude e non rischiare di piombare nella bagarre della lotta per non retrocedere, almeno in questa fase, il Palermo deve potersi affidare all’esperienza dei veterani che possiede in rosa. In questa rubrica solitamente si evita di soffermarsi su aspetti tecnico tattici, o di non rispettare quel sano galateo che sconsiglia lo sport da bar del toto formazione, tuttavia, almeno in questa circostanza, mi sia consentito suggerire che l’attuale Palermo non può prescindere dalla sicurezza e solidità che possono offrire calciatori come Maresca e Vitiello. Con loro e insieme a capitan Sorrentino, Rigoni e il ritrovato Gilardino, senza dimenticare il “faro” Vazquez, si può uscire dalla crisi. Ci sarà tempo in seguito per altri esperimenti.

Il tempo di crisi non è poi del tutto negativo. Offrendo consapevolezza dei propri limiti, esso aiuta a camminare con i piedi per terra, evitando voli pindarici verso obiettivi improbabili, e consente anche di procedere in modo più umile.

Fiducia a questo Palermo che siamo certi non deluderà la sua gente.