Costruire una Leadership

I valori della coesione per un grande Palermo. Iachini e Sorrentino sugli scudi: come costruire una leadership.
04.09.2015 00:05 di Giovanni Chifari   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Costruire una Leadership

Due interviste ricche di spunti, in questi giorni, hanno contribuito ad alimentare il dibattito intorno al Palermo. Prima il DS Gerolin, in esclusiva a Mediagol, e poi il Mister Iachini interpellato dal Corriere dello Sport. Diversi i temi affrontati. Alcuni passaggi ci aiutano a comprendere come si sta costruendo il nuovo Palermo.  

Quando il Mister afferma: “l’organico non è stato definito come noi e la società speravamo, segno che bisogna dare di più” non segnala tanto un rilievo sulla gestione del mercato ma offre un chiaro messaggio dal forte valore motivazionale. Un invito rivolto al gruppo squadra prima ancora che a tutto lo staff. Infatti poi prosegue: “Ogni partita dovrà essere un piccolo miracolo e solo con grandi imprese potremo raggiungere l’obiettivo principale della salvezza”. Parole che rimandano al campo, all’approccio verso i match, e che nel contempo suggeriscono i tasselli intorno ai quali il gruppo deve trovare la propria forza. Decodificando il messaggio il discorso suonerebbe più o meno in questo modo: “Siamo consapevoli che ci manca qualcosa ma non è un problema. Accettiamo la sfida e anzi, questa consapevolezza ci fa impegnare ancora di più, ci da forza, ci stimola a voler stupire, perché magari in cuor nostro sappiamo che siamo gente valida e che con questo tipo di approccio si può davvero materializzare il miracolo sul campo”. Chiosa finale che spiega ancor meglio cosa intende dire il Mister: “I miei giocatori metteranno in campo anima e cuore”.

Ecco perché quando il Mister ha parlato dei valori su cui si poggia l’organizzazione della squadra ha parlato di “umiltà e lavoro”.

La costruzione dei processi di leadership all’interno di un gruppo necessita sempre di una comune e condivisa base di valori, ma richiede anche la presenza di soggetti che svolgono il ruolo di mediatori, di chi cioè ha un carisma accettato e riconosciuto dal gruppo e quindi può farsi garante della vision proposta dal team. Ed ecco che risulta illuminante quanto il DS Gerolin ha dichiarato qualche giorno fa parlando di capitan Sorrentino: «Una cosa che mi fa piacere sottolineare è come, da grande capitano e dall’alto della sua maturità, abbia fatto capire ai compagni quanto sia importante la coesione del gruppo, ha fissato delle regole interne che tutti devono rispettare, perché il bene della squadra è l’interesse comune e prioritario. Lui è il primo a dare l’esempio».

Un ruolo di leadership che non scaturisce solo dalla carriera, dal cursus honorem, ma nasce sul campo, si avvale cioè dell’esemplarità della testimonianza. Per questo può fissare delle regole, come afferma Gerolin, che tutti rispettano. Se Iachini predica “umiltà” e “lavoro”, Sorrentino si spende per i valori che determinano coesione. I valori della coesione sono alla base di un gruppo di lavoro che intenda essere di successo. Gli specialisti del settore, traendo spunti anche dalle scienze economiche, sottolineano che più il gruppo è ristretto più è coeso, perché ci si può ascoltare l’un l’altro, ci si confronta e si dialoga. Se ci si parla poco, i contatti risulteranno diluiti e parziali e ciò potrà in effetti indebolire la coesione del gruppo. Il numero è noto. Sappiamo che il gruppo sarà di 25. Quindi sarà necessario evitare che si creino dei sottogruppi. Per esempio chi non gioca o gioca poco deve pensare che il valore preminente non è il successo personale ma il bene della squadra; non un contratto migliore ma una stagione in cui il gruppo può togliersi delle soddisfazioni.

Tutto rimanda alla decisività dell’ascolto. A livello antropologico è questa la base per far bene.

Altro aspetto importantissimo è quello della percezione del clima. È un fattore che il gruppo matura facendo sintesi delle varie percezioni di tutti i suoi membri, percezioni sull’ambiente, sullo staff, sulla città, sui tifosi. Percezioni positive favoriscono sentimenti positivi e quindi forze fresche a favore della coesione del gruppo. Sentimenti negativi, clima di sfiducia, insofferenza o altro ancora indeboliscono. In questa luce appare una strategia vincente quella di riconfermare Maresca che può rinsaldare i processi di cementificazione all’interno del gruppo.

È poi imprescindibile la condivisione dell’obiettivo. Più sarà interiorizzata, più sarà efficace. E qui, va bene volare basso, con la salvezza, ma bisogna lasciare lo spazio per poter volare in alto verso  traguardi più prestigiosi.

Sorrentino e compagni, work in progress per una leadership condivisa e visibile anche sul campo.