Destabilizzazione o esercizio della virtù?

Interpretazione ed analisi dei rumors di mercato in casa Palermo.
20.08.2015 00:23 di Giovanni Chifari   Vedi letture
© foto di Rosario Carraffa/TuttoPalermo.net
Destabilizzazione o esercizio della virtù?

Tutto è liquido e fluttuante, nessuna certezza o stabilità. L’assioma della società liquida, svelato a più riprese dal sociologo polacco Zygmunt Baumann, sembra trovare nel mondo del calcio un suo altisonante palcoscenico. Una tendenza segnalata già da tempo che in questo giro di mercato sembra aggredire con forza anche l’universo Palermo. Accogliamo quindi con favore il comunicato della Società che poche ore fa ha ribadito l’incedibilità di due calciatori cardine del progetto rosanero, ovvero  Vazquez e Lazaar. È necessaria un’inversione di tendenza, non è possibile infatti cedere al diktat di quella che è ritenuta l’unica sorgente inesauribile di cambiamento. Sembrerebbe infatti che di fronte ad un’offerta economica vantaggiosa non si possa dire di no, anche se ci si trova a tre giorni dall’inizio del campionato. La stessa informazione di un certo giornalismo appare assuefatta a questo pensiero unico, mostrandosi pronta a rilanciare come probabili o veritiere quelle news di mercato che vedono il potenziale investimento di ragguardevoli somme. E quindi il messaggio sarebbe quello che non si può dire di no. Se ti offrono dieci milioni è sicuro che Tizio o Caio vanno ceduti e il destinatario di questa offerta è sicuro che vacilli e che non possa rifiutare tale avance. Insomma questo modo di fare appare così ratificato da esercitare una forte influenza nella costruzione della realtà, determinando modificazioni sensibili nelle scelte e nelle azioni delle persone. Pensiamo per esempio a quanto questa tendenza possa influire sulla sottoscrizione di nuovi abbonamenti, a come possa indebolire la fiducia nella squadra. Se non c’è un’identità  tecnica e se non ci sono certezze allora anche il tifoso non si sentirà portato a seguire la squadra. I grossi vuoti sugli spalti derivano anche da questi fattori. Si può leggere il tutto anche alla luce dei processi destabilizzanti. Di notizie cioè che hanno la forza di turbare l’armonia della squadra. Queste appaiono come flussi di forte corrente dai quali si cerca riparo, se è vero che molto spesso i protagonisti dei rumors di mercato vengono lasciati in panchina, perché si dice che non sono al top della motivazione psicologica o forse più presumibilmente perché si vuol preservare un “prodotto” che dev’esser venduto al miglior offerente. È bello osservare che il Palermo si è sottratto a tale dinamica e per esempio Belotti è sceso in campo nel match contro l’Avellino, a pochi giorni dalla sua firma con il Torino.

Tornando ai fenomeni destabilizzanti, osserviamo che si registra troppa caoticità. A diversi livelli  non si riesce ad accogliere una notizia, vera o falsa che sia, senza dare ad essa potere. Anzi sembra innescarsi una sorta di guerra di nervi, dove l’obiettivo è quello di far vacillare l’avversario. Così se c’è un target di mercato magari si inizia a mettere in scena questa partita a scacchi, fatta di mezze verità, dichiarazioni di facciata, depistaggi o altro ancora. Un vortice dal quale nessuno si salva, un effetto domino che sponsorizza il cambiamento. L’uomo moderno mostra così di aver perso orientamento e reali punti di riferimento.

All’inizio di questo campionato il messaggio che questa rubrica intende rilanciare è quello di dare fiducia alla dirigenza e alla squadra. Identità, stabilità e certezze, questo chiedono i tifosi e quanti hanno a cuore la sorte del Palermo. Resistere alla destabilizzazione è esercizio di grande virtù, indagarne l’origine e scovarne le trame è altresì motivo di grande serenità e sicurezza.