GEMELLAGGI: "Il Gemellaggio più bello che c'è": Palermo - Lecce

Nel contesto della Rubrica Agorà, con cadenza quindicinale, da oggi prenderemo in esame Gemellaggi e Rivalità del Palermo.
13.01.2014 22:54 di Giovanni Chifari   Vedi letture
GEMELLAGGI: "Il Gemellaggio più bello che c'è": Palermo - Lecce

Il senso del gemellaggio

Un legame di fraternità, tale è un gemellaggio, nasce quando due città avvertono una vicinanza o un’empatia particolare a partire da legami culturali, politici, geografici che poi si manifestano attraverso degli atti simbolici che intendono essere segni concreti del vincolo di amicizia instaurato. Una realtà che ritroviamo anche nella nostra Palermo, città, forse non a tutti noto, che è gemellata con diverse cittadine della Russia o appartenenti delle Repubbliche ex sovietiche, con l’omonima Palermo della Colombia, con Miami città della Florida, con Danzica della Polonia ed altre città ancora, mentre per quanto riguarda l’Italia, con Sestu e Pistoia. Ma c’è anche un’altra Palermo che negli anni ha intessuto solidi dialoghi e profondi vincoli di fraternità, quella calcistica, quella che fa capo alla tifoseria della squadra rosanero. Da questa singolare prospettiva i gemellaggi presenti e storicamente più importanti sono quelli con il Lecce, il Padova e il Siracusa.

Partiremo con l’analisi di quello del Lecce, il legame più importante, il vincolo maggiormente avvertito da tifosi e dalla gente.

Le origini del gemellaggio Palermo-Lecce      

Quello fra Palermo e Lecce è un legame che dura da oltre un ventennio. Le origini di questa empatia calcistica sono molteplici, ripercorrendo la letteratura disponibile su questo argomento, le opinioni presenti nei forum o nei blog di entrambe le squadre, è possibile rintracciare dei dati variegati, che richiamano sia fatti oggettivi che eventi che rispondono ad esperienze di tipo personale che poi sono divenute patrimonio comunitario. Sul piano oggettivo siamo rinviati al periodo in cui la società rosanero visse la drammatica esperienza del fallimento, evento lacerante per una società gloriosa come quella del Palermo. In quella circostanza l’allora presidente del Lecce Franco Jurlano, fu l’unico a votare a favore del Palermo, cercando di evitare la radiazione della società, che poi fu inevitabile. Da allora i tifosi hanno mostrato la loro riconoscenza, intessendo un’amicizia sincera e sempre supportata da un rispetto reciproco con la tifoseria del Lecce.

Il momento più critico

Il legame tra Palermo e Lecce nel corso degli anni e dei tanti campionati affrontati spesso nella medesima categoria, ha resistito a momenti di agonismo calcistico di indubbia intensità. L’esempio maggiormente riportato in letteratura riguarda il decisivo match di promozione dalla B alla A che nel maggio del 2003 vide sfidarsi Lecce e Palermo per una sorta di spareggio. Era il Palermo di Sonetti e dell’alcamese Antonino Asta, una squadra che partita in sordina aveva recuperato posizioni su posizioni fino a sfiorare l’impresa della promozione. In quell’occasione la partita fu vinta dal Lecce per 3-0 e i giallorossi andarono in A. Per il Palermo l’appuntamento fu solo rimandato, visto che la squadra di Guidolin centrò l’obiettivo la stagione successiva.

Fra i momenti critici ritengo che si possa annoverare un altro match, sempre nella serie cadetta, che si concluse con un punteggio altisonante, questa volta a favore del Palermo che il 23 ottobre del 1994, nell’8 giornata, si impose addirittura per 1-7 a Lecce con ben 5 reti di Campilongo.

La storia successiva dei match svolti in serie A, ci richiama a vittorie dell’una e dell’altra, a rocamboleschi pareggi, come quello del 27 settembre del 2011, con il Lecce in vantaggio per 0-2 al Barbera e poi recuperato fino al pareggio, con il Palermo che ha sfiorato l’impresa della vittoria proprio nei secondi finali della partita; e il match vinto dallo spumeggiante Palermo di Delio Rossi e del trio delle meraviglie Pastore – Hernandez – Ilicic che si impose a Lecce per 2-4.

Insomma al di la dell’agonismo sportivo e della sana rivalità, fra le due tifoserie c’è sempre stato un rispetto che si è tradotto sugli spalti con lo spettacolosi veder sventolare i vessilli dell’altra squadra durante la partita, o attraverso cori d’incoraggiamento reciproci. Non di rado è stato davvero bello poter osservare i tifosi mescolarsi all’interno dello stesso settore. Un’immagine che fa bene allo sport, capace di mostrare il volto più bello di uno sport che deve poter essere collante fra i popoli e le nuove e le vecchie generazioni.             

Un legame mediato

Sul piano sportivo, il legame Palermo-Lecce, trova ancora un’altra motivazione probante: una mediazione fatta da persone. Innanzitutto i tifosi, organizzati e non, e poi i calciatori, in primis Fabrizio Miccoli. Di Lecce e tifoso della squadra della sua città, il “Maradona del Salento” con il suo approdo nella squadra rosanero, ha sintetizzato bene il legame fra le due realtà. attraverso di lui, Palermo e Lecce sono divenute ancor più vicine. Ricorderemo tutti la sua professionalità e il suo non esultare di fronte ad una punizione magistrale messa a segno in un Lecce-Palermo di qualche anno fa; come non pensare inoltre a quel Sampdoria-Palermo vinta 2-1 dai rosanero con goal di Miccoli e Pinilla, che di fatto salvò i leccesi dalla retrocessione. Dopo anni stupendi a Palermo, il capitano rosanero, proprio in questa stagione calcistica ha potuto coronare il suo desiderio di rivestire la maglia della propria squadra. Lo ha fatto senza problemi, ripartendo dalla C, decurtandosi dell’80% lo stipendio. Oltre a Miccoli, se guardiamo al passato possiamo ricordare Franco Causio, talentuoso fantasista che ha vestito entrambe le maglie. Nei tempi più recenti abbiamo Cesare Bovo, Marco Amelia, Guglielmo Giacomazzi, Loris Carrozzieri, David Di Michele.            

Legami extracalcistici

A rendere questo legame ancor più verosimile, contribuiscono anche altri aspetti di natura culturale. E’ noto fra gli specialisti della storia dell’arte il patrimonio in parte comune che caratterizza Palermo e Lecce. Due perle dell’arte barocca e due realtà nelle quali è possibile respirare l’impronta indelebile delle molteplici dominazioni che hanno lasciato un segno nelle due cittadine. A caratterizzare ulteriormente la connessione fra le due realtà, contribuisce un aspetto se vogliamo folkloristico, vale a dire, un legame di linguaggio. Forse a molti palermitani sarà capitato di essere scambiati per cittadini di Lecce a motivo della parlata simile e viceversa.

Palermo e Lecce lanciano allora un segnale di speranza al calcio italiano e allo sport in genere, per uno sport capace di superare vincoli e barriere, colori e distanze, senza tuttavia disperdere quegli immancabili ingredienti del sano agonismo e della ricerca indomita della vittoria sportiva.