GEMELLAGGI - "Tifosi e Fratelli rosanero/scudati": Palermo - Padova

Riprende la rassegna sui gemellaggi e rivalità. Oggi presentiamo quello con il Padova. Origini, storia e attualità di un legame che unisce sud e nord. Tw.: @gvchifari
04.02.2014 23:30 di Giovanni Chifari  articolo letto 5476 volte
GEMELLAGGI - "Tifosi e Fratelli rosanero/scudati": Palermo - Padova

PER INTRODURRE

I valori dell’amicizia annullano le distanze, colmano le differenze costruendo un’unità capace di durare nel tempo e di resistere ai cambi generazionali.

Il gemellaggio tra Palermo e Padova affonda le sue radici in questo tessuto antropologico e relazionale sostenuto da valori sani e fecondi: accoglienza, rispetto, condivisione. Così sud e nord sono attraversati da questo filo rosso che unisce due tifoserie e due culture differenti; un’esperienza attraverso la quale lo sport suggerisce uno stile alla politica, rimane scolpita nella letteratura sportiva il giro campo all'Euganeo il 6 ottobre del 1996 quando tifosi gemellati di Padova e Palermo esposero uno striscione che recitava così: “Nessuna secessione potrà fermare la nostra unione”. 

LE ORIGINI DEL GEMELLAGGIO

Si diceva prima da sud a nord, perché è proprio a Palermo che si registra il primo passo concreto di un’amicizia che diverrà nel tempo gemellaggio. Come ci racconta il sito ufficiale degli Ultras del Padova, “Fattori Tribuna Padova” (tribuna fattori.altervista.org) in un testo del 6 settembre 2013: “Le radici di questo rapporto risalgono ai primissimi anni ‘80, in occasione di una vacanza in Sicilia di cinque tifosi biancoscudati, che casualmente conobbero alcuni ultras rosanero (appartenenti ai Commandos Aquile) con cui strinsero amicizia”. Una storia che lascia trasparire il buon cuore e l’accoglienza tipica della nostra terra siciliana, capace di trasmettere una solarità e genuina disponibilità che conquistano. Un’amicizia che sarà poi confermata qualche tempo dopo, in un match del campionato cadetto, l’unico di quegli anni ottanta per le note e tristi vicende che colpirono la società rosanero: “Il 20 novembre 1983 all’Appiani Padova e Palermo impattarono 0-0 sul campo – continua la testimonianza – e fra le due tifoserie nacque un rapporto di forte rispetto proprio grazie a questi “contatti estivi”, che ancora non poteva essere definito “gemellaggio” come viene comunemente inteso”.   

OTTO ANNI DOPO ...

Scenario nuovo e nuovi sviluppi si registrano solo ben otto anni dopo. Il Palermo dopo anni anonimi è tornato al calcio che inizia a contare, siamo nella stagione 1991-1992 e le due squadre si incontrano. Attingiamo ancora dalla nostra fonte: “Le due squadre si ritrovarono di fronte nella stagione 1991/92, e le cose erano cambiate anche all’interno delle due curve: se a Palermo WUP e Brigate Rosanero avevano decisamente preso il controllo della situazione, a Padova il ricambio generazionale aveva portato alla ribalta i ragazzi di Piazza Cavour. E furono proprio alcuni ultras della “nuova generazione” a riprendere i rapporti con i palermitani, memori dell’amicizia nata qualche anno prima”. Testimonianza interessante poiché approfondisce il valore del ricordo, della memoria del passato. Quando si azzera il passato si rischia di tagliare ponti e radici, annullando l’identità di un popolo, di una cultura; invece il fatto che proprio dai tifosi sia partita l’esigenza di alimentare un legame indebolito dal ricambio generazionale è un segnale positivo. E anche se il primo passo può essere stato originato da convergenze di natura politica, quelli successivi si sono certamente emancipati da questa tendenza.

CONDIVISIONE

Essere gemellati, significa condividere passioni, speranze e attese dell’uno e dell’altro, un po’ come avviene nell’amicizia. Tra Palermo e Padova non mancano di questi esempi: “Dal 1991/92 ad oggi – riporta ancora il testo degli amici di Tribuna Padova – il gemellaggio è stato rinsaldato ogni qualvolta le due squadre si sono trovate davanti, ed anche quando le categorie differenti ci hanno diviso non sono mai mancate le visite reciproche, come quando nel 2002 una settantina di padovani presenziò con i gemellati a Vicenza-Palermo, o come nel 2009 alla finale playoff di Busto Arsizio, che ci vide festeggiare il ritorno in serie B assieme ai ragazzi dell’ex Meridiano Zero, presenti per l’occasione con la pezza “Maggio 1996”.   

ATTUALITA'

Nell’attuale stagione i contatti sono ripresi in modo più concreto, a partire cioè dai match sul campo. Nel girone di andata Padova e Palermo si sono affrontate l’8 settembre, a 17 anni dall’ultimo incontro sul campo, con la vittoria rosanero con gol dell’ex Di Gennaro e doppio Hernandez, in una partita che aveva un pò illuso gli addetti ai lavori, prospettando un Palermo che si sarebbe poi mostrato ancora acerbo. Tuttavia in quel contesto, va segnalata l’iniziativa dei tifosi bianco-scudati che, come riportato anche dal Mattino di Padova (edizione del 9 settembre 2013), hanno organizzato, prima del match una grigliata con tanto di condivisione e degustazione di cibi e prodotti tipici locali, invitando anche le nuove generazioni di tifosi, dell’una e dell’altra squadra perché potessero rinsaldare un legame già forte. Il prossimo match del ritorno, in programma a Palermo l’8 febbraio, possa essere una nuova festa di amicizia e di sport. Toccherà adesso ai tifosi palermitani ricambiare la gustosa ospitalità ricevuta in quel di Padova.   

HANNO VESTITO LA MAGLIA DELL'UNA E DELL'ALTRA ...

Interrogando il passato, un significativo esempio di un calciatore che ha vestito le due maglie è rappresentato dall’argentino Enrique Andres Martegani, attaccante di Buenos Aires che nel 1950 viene acquistato dal Padova dove rimane per le due stagioni successive collezionando 63 presenze condite da 23 reti; in seguito approderà al Palermo dove in tre anni metterà insieme 93 presenze realizzando 20 reti. Martegani chiuderà la sua carriera alla Lazio due anni dopo.

Al di fuori del campo, un altro esempio di contatto tra le due società è rappresentato dal DS Rino Foschi, a Palermo dal 2002 al 2008, braccio destro di Zamparini, il talent scout di Cavani, Kiajer ma anche degli italiani e nazionali Barzagli, Grosso, Toni, Barone, Zaccardo, e tanti altri, poi qualche anno dopo approdato al Padova, dal 2010 al 2012 anche se non conseguendo gli stessi prestigiosi obiettivi del passato. Oggi lavora con il Cesena.

Non possiamo poi non citare il mister Bortolo Mutti, che ha allenato il Palermo nel 2001-2002 e poi nel 2011-2012, mentre  ha ricoperto la carica di tecnico del Padova prima dell'esonero di pochi giorni fa.

Fra gli altri calciatori, forse qualcuno ricorderà Antonio Rizzolo, nella stagione 1990-1991 al Padova con 14 presenze e 2 reti e in quella successiva, 1991-1992, al Palermo con 31 presenze e 11 goal. Più scolpito nella memoria è invece Adriano Bonaiuti, portiere del Padova dal 1991 al 1996 e del Palermo dal 1996-1997/1997-1998. Oggi allenatore dei portieri delle giovanili dell’inter.

Altra parentesi quella legata a Davide Matteini, meteora a Palermo con 1 sola presenza in B nel 2003 e nessuna presenza nel 2007; al Padova nel 2004-2005 con 15 presenze e 8 reti. Oggi per gli amanti delle statistiche, gioca nel Tuttocuoio, squadra toscana che milita in Lega pro seconda divisione. Storia a parte quella del bolognese Davide Succi, al Padova nel 2002-2003 con 29 presenze e11 reti; al Palermo dal 2008-2010 con complessive 30 gettoni e 6 reti, anche a causa di gravi infortuni. Di nuovo al Padova nel 2010-2011 con 20p. e 15 reti e poi l’anno dopo, in prestito dal Palermo, con 13p. e 1 rete. Notizia di poche ore fa il passaggio di Luca Di Matteo al Padova, giocatore ex Palermo.