Guerra di nervi o sano agonismo?

Verso Frosinone-Palermo. Iniziano le schermaglie. Ma c'è una Deontologia professionale che andrebbe seguita.
21.04.2016 17:10 di Giovanni Chifari   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Guerra di nervi o sano agonismo?

"Siamo arrabbiati". Coro unanime in casa Frosinone: "Palermo avvisato". Un linguaggio che ha poco a che fare con lo sport e che mostra una strategia ben precisa: intimorire l'avversario. Guerra di nervi o sano agonismo? Nel galateo sportivo è contemplata solo la seconda opzione. Questo ed altri esempi ci mostrano quanto sia decisiva la componente psicologica nel mondo dello sport. Possiamo infatti affermare che tra calcio e psicologia, sport e motivazione, c'è un intreccio inscindibile. L'aspetto psicologico è decisivo per rendere al meglio nelle performance sportive e condiziona fortemente le storie dei match sul campo.

Esempio evidente il cammino del Palermo da tre mesi a questa parte. Ultima vittoria firmata Guglielmo Schelotto, da quel brillante e spumeggiante 4 a 1 con l’Udinese. Da allora più nulla. Involuzione e smarrimento, ma soprattutto paura. Situazione critica ma non irrimediabile. Basterebbe far scattare una scintilla, un qualcosa, un episodio che possa rinforzare sicurezza e autostima. Il rigore concesso al primo minuto del match con l’Atalanta poteva essere un bel segnale in tal senso, ma non né stato raccolto. Si poteva e doveva insistere sulle ali dell’entusiasmo per dare continuità ad un risultato che finalmente e fin dalle battute iniziali sembrava mettersi bene. Ma i limiti psicologici della squadra, le ferite non sanate, hanno fatto sì che subito si subisse la replica atalantina con evidenti errori di valutazione, a partire dalla tempistica degli interventi sul campo. E così tutto da rifare, ma soprattutto involuzione psicologica.Reazione, scatto d’orgoglio, voglia di lottare nel bel secondo tempo, non hanno però sortito il completamento della rimonta.

L’assenza del pubblico poteva anche avere un ruolo positivo. Perché una squadra fragile e con problemi di concentrazione, che trova difficoltà ad essere presente in modo costante nel corso di tutto il match, poteva giovarsi da questo silenzioso sottofondo.

Inoltre la settimana di Coccaglio, il tempo del ritiro, si era aperta con l’incoraggiante riconciliazione tra Ballardini e la squadra, una sorta di alleanza, con il placet presidenziale, per il bene del Palermo.

Adesso nelle residue speranze ci si può anche attaccare alle statistiche oppure ai recenti ricordi. Mi riferisco al fatto che quella contro il Frosinone è stata in assoluto la migliore partita del Palermo targato Ballardini. Un 4 a 1 inequivocabile. Corsi e ricorsi storici? Lo si spera.

E forse è proprio questa una delle motivazioni che ha portato alla sorprendente strategia comunicativa del Frosinone che sostanzialmente denota paura. Nelle inusuali dichiarazioni del post partita di Chievo Verona, mister Stellone, citando i presunti torti arbitrali subiti dalla sua squadra, ha sorprendentemente chiosato: “Siamo arrabbiati. Palermo avvisato”. Gli ha fatto eco anche il calciatore Gucher. Un linguaggio che tradotto potrebbe voler dire che si intende impostare il match sotto il profilo dell’agonismo e della "lotta" sul campo, un terreno nel quale la superiorità tecnica del Palermo potrebbe trovare problemi ad esprimersi. Un segnale di paura di una squadra, quella laziale, che è probabilmente consapevole della differenza di caratura rispetto a quella palermitana. Ma questo non è calcio e chi di dovere dovrebbe poter cogliere questi segnali poco edificanti e intervenire per tempo. Insomma è una partita, importante e decisiva, ma non una battaglia.

Giornata singolare per Franco Vazquez che le statistiche ci segnalano come il calciatore che ha subito più falli di tutti in Serie A. E' chiaro il motivo: è uno dei più forti tecnicamente. E allora di fronte all'evidenza di questi dati è bene che sia più tutelato dagli arbitri, in nome del bel calcio e dei valori dello sport.

Ma anche il Palermo deve vincere e può farlo a partire dalla serena consapevolezza della superiorità dei propri mezzi. Basterà soltanto giocare bene a calcio. Una vittoria riaprirebbe tutto. Ma non subito, perché non ci si aspettano risultanze positive dal match Carpi – Empoli, visto quanto accaduto con Carpi – Genoa. Forse giungere in quel di Modena produce un effetto rilassamento. Speriamo di essere contraddetti.

Tuttavia non si può guardare solo agli altri. Il Palermo sconta errori nelle scelte di programma, organizzazione e gestione. Si raccoglie ciò che si semina. E se non sarà un successo, vorrà dire che la B potrà significare l'inizio positivo di un tempo di nuova rifondazione.