GUIDE MORALI

Riparte la stagione rosanero. Ecco alcuni spunti di riflessione: analisi tendenze e focus sul tema "guide morali" della squadra.
12.07.2016 07:36 di Giovanni Chifari  articolo letto 251 volte
Bad Kleinkircheim
© foto di Vincenzo Orlando/TuttoPalermo.net
Bad Kleinkircheim

Al via la nuova avventura del Palermo in un clima misto tra scetticismo e barlumi di speranza. Scegliamo quest’ultima via accogliendo lo spunto finale del comunicato del Presidente di qualche giorno fa: “Costruire e non distruggere”.

Sì, è vero, spesso è più facile distruggere che costruire. Ma è un po tutto l’ambiente che necessita di una ventata di ottimismo, di un’apertura alla speranza, per abbracciare il futuro senza agitazione. E allora un primo passaggio per “costruire” può avvalersi della consapevolezza che sono mutate le regole di gestione economica del mondo del calcio. Ci sono evidenti fattori, sotto gli occhi di tutti, che non lasciano alcun dubbio. Dalla prepotente ascesa della potenza economica cinese o asiatica in genere alla tendenza, per molti club obbligata, di stabilire nuove partnership. Dall’Inter al Milan, ecco realizzarsi il diktat del governo di Pechino: acquistare società di alto livello in Europa. Una linea che contemporaneamente prevede l’incremento della competitività del calcio interno, con gli ingaggi con cifre spropositate di calciatori come Pellè o Lavezzi, Hulk o Gervinho e la nuova schiera di Mister come Cannavaro, Seedorf, Ferrara.

Nonostante quest’inclinazione, la storia poi dirà se si tratterà di declino oppure no, si osserva una tendenza volta a riscoprire alcuni tratti di un calcio antico ma sempre eterno. Pensiamo per esempio al Portogallo, campione d’Europa senza il suo capitano tra gli undici, o anche alle bellissime performance di Islanda e Galles, che ci hanno fatto apprezzare il calcio come valore capace di unire i popoli. E' impazzata sul web l'euforica esultanza del telecronista islandese post storica qualificazione agli ottavi. Esempio appunto di gioia euforica e frizzante, che nasce da una causa ben precisa, si sà cioè da dove viene e dove conduce. Come quando si vince una partita e si è felici ma poi, già quando si torna a casa, magari quella gioia inizia a scemare. Come mai può avvenire questo? Perchè si tratta di una gioia di passaggio. C'è un'altra gioia vera, più permanente, che passa da altri canali, per esempio quelli della fede. Il rimando, all'attento e volenteroso lettore, è a quella "perfetta letizia" di San Francesco.

Ma anche il Palermo ha da dire qualcosa. Il tecnico ravennate, nella prima conferenza stampa annuale, ha posto l’accento su due aspetti che ritengo importanti per la causa rosanero: il legame con la città e il riferimento alle guide morali della squadra.

Sul primo punto il Mister ha detto di aver stipulato con la città e la sua gente un contratto a tempo indeterminato, richiamando cioè una scelta di tipo familiare e anche di vita, avendo casa a Palermo. Un dato non da poco. Condividere la vita della propria gente è un passaggio determinante per respirare l’aria del popolo, per intercettare i desideri e i bisogni della gente. Si tratta di un aspetto che rinforza l’attaccamento per la squadra e per i colori rosanero, e fa inoltre scattare un maggior coinvolgimento empatico, nella scia di un vero amore calcistico.

Altrettanto importante l’altro passaggio: la squadra necessita di guide morali, leader capaci di guidare lo spogliatoio, meglio italiani, o che conoscono profondamente il campionato italiano. È questo, parafrasato, il pensiero espresso dal Mister. In effetti andando via Sorrentino, Maresca, Gilardino e adesso Vazquez, chi può adempiere a questo compito è il solo Vitiello con la collaborazione di Rispoli. Ma se si attendono 5 o 6 acquisti, come annunciato, come potrà qualcuno che viene da fuori trasmettere i valori della “palermitanità” rosanero? Per farlo non basta essere vissuti a Palermo, anche se questo può aiutare, ma occorre aver ricevuto i valori tipici della squadra. Qualcosa che viene dal passato, che per esempio Iachini conosceva. Cosa significa poi guide morali? Il riferimento rimanda a qualcosa che in etica risponde alla domanda sul fare, “che cosa dobbiamo fare in questa o quella situazione?”; “quali regole ci diamo come gruppo squadra?”; “quali sono i valori che scegliamo di condividere?”; “in che rapporto stanno gli interessi del singolo con quelli della squadra?”. E poi, con tanti giovani in rampa di lancio aumentano i quesiti: Da quale desiderio lasciarsi guidare? Il successo? L’apparire? Un contratto più vantaggioso? E allora Palermo, sarà realmente “tutto porto”, panormus, cioè solo un luogo di passaggio.

La guida morale in altri termini può essere solo qualcuno che ha già fatto questo tipo d’esperienza a livello della propria interiorità, chi riconosce che il calcio svolge un ruolo di mediazione fra i popoli, e contribuisce all’educazione delle giovani generazioni. Insomma non è da poco.

Inoltre circa il valore dell’attaccamento alla città e alla maglia rosanero, sarebbe auspicabile che la nuova proprietà fosse guidata da chi ama davvero Palermo e la sua gente, vedrei bene in tal senso la cordata statunitense, di cui si parla, lo ha fatto anche Tacopina, con a capo, si spera un palermitano d’America.

Nel calcio si dev’essere sempre pronti a lasciarsi stupire, anche il Palermo dei giovani, alla ricerca di guide, può farlo quest’anno.