IL PALERMO DEL DOPO DYBALA

11.05.2015 00:02 di Giovanni Chifari   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
IL PALERMO DEL DOPO DYBALA

Dovrà lavorare molto il Palermo del dopo Dybala. Alla prima del nuovo corso tanto disorientamento e poca concretezza. Si dirà che le ultime di campionato senza stimoli e senza motivazioni assomigliano più alle amichevoli estive che a veri match che contano, ma si dovrà pur sempre intervenire. Se è vero che, come più volte fatto notare dal Mister, per diversi componenti della rosa questo è il primo anno di A, il campionato in corso è anche quello delle occasioni mancate. Non pare così tanta la differenza con diverse squadre che ci precedono e anche il discorso sui quasi venti “legni” colpiti lascia il tempo che trova, perché si tratta pur sempre di tiri sbagliati, anche se di poco. Allora in prospettiva futura si dovrà considerare che per avere continuità e per confermarsi stabilmente ad alti livelli, non si potrà prescindere da valutazioni oculate sia in sede di mercato sia sull’adattabilità della rosa a maggiori opzioni tattiche, anche sul piano del modulo.

Se si fa un bilancio dell’anno che ormai volge al termine emergono diversi punti di criticità. Si dovrà risolvere la querelle sul portiere, vagliando fra la sicurezza dell’esperienza di un veterano e l’incertezza o la scommessa di un calciatore più giovane; in difesa si dovrà valutare come rendere più affiatato un reparto che ha fornito prestazioni convincenti ma ha anche attraversato, anche per errori dei singoli, diversi passaggi a vuoto. A centrocampo non convince la scelta di affidarsi a una regia lenta e prevedibile, mentre i veri punti di forza della squadra, anche per l’anemia dell’attacco nelle ultime giornate, sono proprio stati i due incursori o mezz’ale avanzate, Rigoni e Chocev, con il primo che rappresenta una garanzia e un punto di riferimento imprescindibile per il Palermo del futuro, mentre il secondo che dovrà raggiungere una maggiore continuità.   

In attacco, accanto al confermatissimo Vazquez, si dovrà dare fiducia al giovane Belotti. In certe movenze ricorda Casiraghi, si dovrà responsabilizzare ma senza far avvertire il peso del dopo Dybala.

Ma l’investimento più importante sarà ancora una volta quello con il pubblico. Puntare sul recupero del feeling con i tifosi, da qui è necessario ripartire per costruire un grande Palermo. In un tempo in cui tutto cambia, ricominciare ogni anno d’accapo determina la disaffezione della tifoseria. È questo accade maggiormente quando non si percepiscono obiettivi alti. Quest’anno ci si è accontentati di raggiungere la salvezza, ma questo target non basterà per attrarre i tifosi nel prossimo campionato. Palermo ha visto passare grandi campioni che hanno fatto o stanno facendo la fortuna di altre squadre. Solo colpa del mercato? Come recuperare il gap con le altre squadre?  Saranno i capitali stranieri a far voltare pagina? Da quanto osserviamo nel panorama italiano non sembra essere neanche questa la soluzione. La vera ricchezza, quella che non passerà mai, è quella della fiducia della propria gente. Intanto ripartiamo dalla lezione di Parma, professionalità e competenza, amore per i colori della propria squadra e per i tifosi. Anche se retrocessa la squadra ducale onora il campionato, anche oggi pareggio contro il quotato Napoli, un vero esempio per tutti.