In attesa del Palermo

Immobilismo nella parte destra della classifica. I rosa possono sperare. Serve cambiare marcia.
 di Giovanni Chifari  articolo letto 147 volte

In alto ci aspettano. Dopo l’Empoli, si fermano anche Genoa e Bologna. Lotta salvezza più che mai aperta. Le motivazioni possono fare la differenza. L’impatto zemaniano su un Pescara vincente e convincente, in tal senso, è un segnale inequivocabile. “E’ solo una partita di calcio” avrebbe detto Zeman, confida Cerri in gol oggi, “andate a divertirvi e mente libera per dimostrare quanto valete”. Poche parole ma incisive. Questione di carisma e credibilità del personaggio. E quindi messaggio ricevuto da una squadra che adesso incontrerà in trasferta Chievo e Sampdoria per poi giocare in casa con l’Udinese. E il Palermo? Motivazioni poco durevoli. È stato sempre così nell’immediato cambio di allenatore. Ricordiamo l’ottima prestazione a Firenze, culminata con la solita disattenzione difensiva a tempo scaduto, e quindi la sconfitta immeritata. Similmente anche la prima di Lopez ha conquistato l’impensabile, con un pareggio in casa della squadra più in forma del campionato, il Napoli. Ma poi nulla più. Declino senza fine. La lezione dell’odierna domenica ci dice che il Pescara, visto l’immobilismo che regna in alto, potrebbe salvarsi e paradossalmente il Palermo no. Serve cambiare l’approccio ai match e manifestare in campo maggiore aggressività e convinzione. La prossima partita vedrà giungere al Barbera una Samp che con 34 punti è pressoché salva, si dovrà vincere per sperare. Il calendario prevede per il Palermo match non impossibili. Ma occorre una marcia in più. Dovrebbero poter motivare dichiarazioni che si sentono tutt’intorno, dai commenti giornalistici ai rilievi degli opinionisti. Per ultimo l’intervento di Caressa, (Sky), che ha parlato del rischio di quattro o cinque amichevoli a settimana visto la quasi decisa lotta salvezza, con riferimento in particolar modo alla sbiadita performance del Palermo contro la Juventus. Servirà vincere per riaccendere l’entusiasmo e giocarsi le ultime partite in casa con il supporto del pubblico.

Spunti interessanti anche per i singoli calciatori. Con Corini “esplode” Quaison; con Lopez è la volta di Chocev. Segnale di una rosa forse non così inadeguata come dice la classifica.

Singolarmente Bruno Henrique, Nestorovsky, Trajkovsky e altri non appaiono inferiori a tanti altri colleghi che occupano una posizione diversa in classifica. Un campo di lavoro per Lopez che dovrà trovare la giusta alchimia e la giusta amalgama di squadra. Ci ha provato con il 4-3-3. Magari servirà mettersi alla scuola di un maestro come Zeman.

Sorprende molto infatti che nella lunga lista degli allenatori di Zamparini sia stato assente proprio il tecnico boemo, che avrebbe potuto vantare un legame unico con Palermo e con i palermitani, riconducibile all’esperienza dello zio materno Čestmír Vycpálek.