Le radici del prossimo Palermo

Chi trasmetterà i valori storici dei rosanero?
05.06.2016 00:11 di Giovanni Chifari   Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Le radici del prossimo Palermo

La salvezza al fotofinish e il come ci si è arrivati, ci suggeriscono spunti interessanti, per leggere quanto è stato e per comprendere quanto potrà essere, non solo nell’universo rosanero ma anche su scala globale, calcisticamente parlando. Proviamo a dirlo con uno slogan: “La persona al centro”. Non si tratta di sponsorizzare l’individualismo, c’è né già troppo in giro, ma di riflettere sul fatto che il gruppo squadra è fatto di persone. Non abbiamo una squadra con dei numeri ma un team con dei nomi e dei volti. Molti saranno rimasti colpiti dai racconti post salvezza di Sorrentino e compagni, i risvegli della notte, i pensieri su come racimolare i punti salvezza, le ansie, le paure. Il capolavoro del Palermo nasce dunque dal percorso umano e professionale di uomini veri e soprattutto dall’amore per la città e per i colori rosanero. Si è creato un gruppo saldo intorno a delle figure carismatiche di giocatori esperti che sono riusciti a trasmettere un’alchimia vincente anche al resto della squadra. Certamente la presenza di figure esterne votate all’ottimismo e con altrettanto carisma, come Gianni Di Marzio, hanno consentito il completamento dell’Opera. Tuttavia, in linea con le attuali tendenze culturali e anche con i paradigmi di tipo economico che oggi sono reputati vincenti, osserviamo che si è subito pronti a dimenticare. L’uomo moderno lascia che tutto cada facilmente nell’oblio, possiede una memoria corta. E così, proprio gli uomini della svolta, vanno via da Palermo, allo stato attuale già annunciati gli addii di Sorrentino, Maresca e  Vazquez. Il problema ha radici più profonde. In una recente intervista presso un noto quotidiano sportivo nazionale, Christian Abbiati, ex portiere del Milan, ha ricordato come abbia rimproverato negli spogliatoi il colombiano Bacca, dopo la reazione di quest’ultimo in seguito ad una non gradita sostituzione. Lo ha fatto ritenendosi, legittimamente, erede di quei valori dello spogliatoio rossonero, che a sua volta anch’egli aveva ricevuto da Albertini, Costacurta e Maldini. C’è dunque una storia di trasmissione che mantiene viva la fedeltà ai valori del gruppo. Se guardiamo al Palermo che si va profilando, chi sarà adesso custode di una memoria che a suo modo è stata feconda? Senza Stefano Sorrentino, Enzo Maresca, Franco Vazquez, chi potrà farlo? E se neanche Vitiello e Rispoli sono sicuri di rimanere, su chi si potrà contare? Gilardino può corrispondere al profilo richiesto, un leader silenzioso, tuttavia solo da un anno a Palermo. Anche Giovanni Tedesco è andato via e del Mister Ballardini non si sa. Almeno rimane qualcuno che può essere testimone di una storia tuttavia frammentata. Rino Foschi, nuovo DS, conosce il clima e l’ambiente rosanero, e potrà dare una grossa mano, ma forse la figura più vicina alla squadra, chi è memore di una lunga storia in rosanero, è l’allenatore dei portieri Vincenzo Sicignano.

Il Palermo del prossimo futuro non sia dunque senza radici.