Mercato, uomini e valori

Il calciomercato non è solo economia e finanza. Sono coinvolti i vissuti biografici dei calciatori, valori e vita.
24.06.2014 00:12 di Giovanni Chifari  articolo letto 953 volte
© foto di Federico De Luca
Mercato, uomini e valori

Mentre tutte le attenzioni sono rivolte al Mondiale brasiliano, entra nel vivo il mercato estivo. Una realtà alla quale il calciatore come il tifoso e la città sono ormai avvezzi. Ogni anno nella duplice “finestra” consentita per i trasferimenti si accende il valzer delle molteplici ipotesi, tra sogni, attese e speranze dei singoli interessati (calciatori e società) e di tutto il popolo calcistico. Per non ripetere il già detto e senza entrare nelle intricate matasse del mercato, in tutti i fili spesso aggrovigliati di trame difficili da leggere e da interpretare, riteniamo utile riflettere sulla base umana che è sempre presente in questo tempo di mercato.

Un primo esempio paradigmatico lo rintracciamo nelle prime operazioni in uscita del Palermo. Com’è noto, l’uomo spogliatoio, l’uomo che “faceva gruppo”, Troianello, ripartirà con una nuova avventura calcistica nelle file del Bologna. Scelta umana ma soprattutto professionale. Poco spazio a Palermo e chiaramente non è sufficiente la dimensione simpatia per garantire un futuro roseo in squadra. Dunque plausibile e legittima la scelta. Si parla di un calciatore che intende mettersi in gioco per mostrare le sue qualità tecniche. Discorso diverso per quanto concerne Lafferty, in procinto di andare al Norwich. Non era attesa questa operazione di mercato, il giocatore aveva affermato di volersi confrontare con il palcoscenico della serie A, quindi giunge sorprendente la scelta. Di lui si era detto che se fosse arrivato nel mercato di gennaio dei tempi di Lo Monaco, avrebbe potuto contribuire a quell’inversione di rotta pro salvezza. Non se ne fece nulla allora e arrivò Boselli. Tutti conoscono il proseguo della storia. Possiamo domandarci quali valori e quali motivazioni umane possano aver contribuito alla scelta. Avvicinamento a casa, Norwich è più vicina all’Irlanda del nord, patria del calciatore; uno scenario di prim’ordine come quello della Premier; migliori condizioni economiche contrattuali; … Per i rosanero invece probabile plusvalenza. Senza dubbio parametri sui quali si è fatta la scelta. Anche questo è il mercato. Non rimane tuttavia che interrogarsi se ciò corrisponda al bene del Palermo, che è da interpretare come la sintesi del bene del singolo e del bene della società.   

Quando parliamo di mercato non dobbiamo disperdere un altro fondamentale parametro: l’umanità e i vissuti di quanti sono gli attori protagonisti. Da un lato giovani in cerca di futuro, di sogni, di ambizioni ed affermazioni, che si accollano tranquillamente destinazioni scambievoli, dall’altro  uomini che hanno famiglie e figli, che meriterebbero una maggiore stabilità. C’è infatti una dimensione biografica che non può essere sottaciuta. Sfumature di un mercato che non può sorvolare scelte di vita, desideri del cuore, vicissitudini familiari e quant’altro. In questo senso a volte balzano agli onori delle cronache calcistiche certi clamorosi rifiuti a dei lauti trasferimenti, a dei contratti milionari ma in scenari calcistici non stimolanti. Oppure situazioni non agevoli per una serena gestione delle dinamiche lavorative e familiari della coppia. Si dirà che la parabola calcistica a questi livelli è un periodo che di solito non supera di molto i vent’anni, perché i più longevi a quarant’anni di solito smettono; e quindi il calciatore deve “giocarsi” tutto in un periodo relativamente breve, tuttavia la nostra tesi è che un giocatore rende meglio in campo quando è felice, quando è sereno e quando sa che sta costruendo un futuro anche fuori dal campo.      

Accogliamo positivamente pertanto la decisione di porre fine alle comproprietà, meccanismo che sul piano antropologico poteva creare una sorta di crisi di identità. rimarranno soltanto i prestiti, ma anche questi possono avere un valore ambivalente, non possono essere protratti per troppo tempo. Chi va ogni anno in prestito in una squadra diversa, potrebbe da un lato avere lo stimolo a far bene per guadagnarsi un futuro sul campo, ma dall’altro, alla lunga, si potrebbe anche stancare, perché la stabilità è un altro dei valori decisivi per poter rendere al meglio.

Mercato, uomini e valori a confronto dunque, sullo sfondo i desideri di riscatto di una tifoseria e una città che intendono partecipare alla costruzione di un Palermo vincente, stabilmente inserito nell’elite del calcio.