Novellino docet

Nuova modalità comunicativa. Inizia un nuovo campionato
15.03.2016 00:05 di Giovanni Chifari   Vedi letture
© foto di Carmelo Imbesi/Image Sport
Novellino docet

Dopo la tempesta segnali di ripresa. Giorni impetuosi, colpi di scena degni di un romanzo, in auge i sentimenti e le scelte dei protagonisti di una storia che passerà alla storia. E come di consueto, in quest’epoca in cui tutto è liquido e fluttuante, si procede oltre, si guarda avanti, in un certo modo dimentichi del passato, ma solo nella prospettiva di un bene maggiore e per lo più comune a più soggetti, la salvezza del Palermo. Giudizi alla fine, scelta responsabile, opzione che segnala la maturità del popolo dei tifosi del Palermo, della squadra e della dirigenza. Professionalità da parte di tutti anche lì dove prevale sempre la passione. Il cuore pulsante dei rosanero, il “dodicesimo”, ormai diviso tra il campo e la poltrona di fronte alla TV, accompagna il rush finale della propria squadra, nella speranza che il peggio sia passato.

La sconfitta con il Napoli apre una nuova stagione. Inizia un nuovo campionato, con nuovi stimoli e anche nuove metodologie comunicative. Perdere con un rigore, a motivo di una delle tante e innumerevoli trattenute che caratterizzano quell’arena che è l’area di rigore, che se fossero tutte sanzionate procurerebbero diversi penalty ogni match, deve poter dare fiducia. Stop alla paventata goleada, avanza la consapevolezza di potersi rialzare. I giornali e le TV specializzate si sono divisi nel giudicare la presenza o meno del rigore. Non entrando nel merito, in questa sede, ci si può interrogare sui quei processi psicologici, possiamo anche chiamarli anche movimenti oppure deliberazioni di alcune scelte che appaiono particolarmente risolute in determinate situazioni. Detto in altri termini: se la presunta trattenuta fosse accaduta nell’area di rigore opposta cosa sarebbe accaduto? Non sapremo mai la risposta.

Intanto è importante segnalare un cambio di strategia comunicativa, un’intuizione novelliniana, se così possiamo esprimerci, ancor maggiore della brillante opzione Vazquez falso o vero nove. Mister Novellino, uomo di grande saggezza ed  esperienza, precede le stoccate zampariniane e chiama lui il Patron. Modulando e veicolando il suo messaggio. Un passaggio bellissimo, degno di un grande allenatore e di un accorto comunicatore, di chi si propone fin da subito come condottiero, punto di riferimento della squadra. Rimarranno forse deluse radio e TV in perenne ricerca della notizia da rilanciare e gridare, ma qui, scusate se è poco, si fa il bene del Palermo. Novellino ha saputo ben legare il prima e il dopo. Si è presentato come maestro di Iachini, definito suo allievo, e inoltre ha saputo utilizzare le parole giuste al momento giusto anche nel prepartita.

Adesso con risoluta decisione e unanime concordia e passione si va verso la svolta. Ad Empoli per vincere.