OLTRE IL FATTO

Si va delineando il nuovo Palermo. Analisi delle scelte societarie alla luce della ricerca dei valori antropologici soggiacenti.
Su Twitter: @gvchifari
01.06.2014 23:41 di Giovanni Chifari   Vedi letture
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OLTRE IL FATTO

Si prepara la nuova stagione in casa Palermo. C’è movimento, c’è fermento. Nel giro di poche ore sono state rese note ben due ufficialità: prolungamento del contratto di Beppe Iachini e la nomina del nuovo DS Franco Ceravolo. Tra il popolo del web e tra i siti specialistici, com’era immaginabile, impazza il dibattito. In particolar modo l’oggetto del dirimere è il non rinnovo di Perinetti. Tra scettici e nostalgici, conservatori e progressisti, di riflesso la palla rimbalza sul Patron Zamparini, sulla sua voglia di scommettere, sul suo fiuto o fantasia, tra cantonate e creatività. Un repertorio che potremmo ormai definire folkloristico che in questa sede assumiamo spostandoci su un livello differente, cercando cioè nuove coordinate interpretative, detto in altri termini, cercando di andare oltre il fatto. Così la prima considerazione sarà di carattere antropologico: dietro ogni scelta c’è l’umanità delle persone. In etica si afferma che l’uomo non si trova mai in uno stato di neutralità morale, si trova sempre dinanzi a un bivio, a dover fare delle scelte. Due componenti umane sono interpellate in questo passaggio: intelletto e volontà. Capire è sempre un atto propedeutico al volere. Da capire in questo difficile e cangiante quadro storico e politico economico, c’è il nuovo volto e profilo del calcio che va maturando. Forse avrà pensato a questo Zamparini. Basterebbe questa considerazione per lasciare intendere quali potrebbero essere i valori soggiacenti a questa ennesima rivoluzione Palermo. Non inquietudine e irrequietezza bensì necessità di seguire un modello calcistico che sta spopolando in Europa e al quale in molti dichiarano di volersi ispirare. In due articoli delle precedenti uscite della rubrica, per questa ragione, abbiamo presentato i modelli rappresentati dal Borussia Dortmund e dall’Atletico Madrid. Anche a Palermo sembra essere questa la linea presidenziale: voler realizzare ciò che si è capito. Si spiegherebbe così l’inversione di tendenza intrapresa con la scelta di Ceravolo. Dal paternalismo gentleman del buon Perinetti all’intraprendenza manageriale e scouting di un uomo esperto nella ricerca di giovani talenti. Ecco il Palermo del futuro, ed ecco anche il modello economico di riferimento. Questo scenario lascerebbe emergere quale valore soggiacente il bene del Palermo. Ogni soggetto elabora quella che ritiene la sua gerarchia valoriale, cosa viene prima e cosa viene dopo. Il Presidente con questa scelta ha inteso dire che il bene del Palermo, nella sua personale sintesi e secondo il suo modo di vivere la lungimiranza, va in questa direzione. Gioco d’azzardo? Il tempo darà risposta. È innegabile che stiamo vivendo un tempo di epocale cambiamento e comprendiamo che il Palermo non voglia farsi trovare sprovveduto. Un ulteriore segno di questa volontà lo rintracciamo nel progetto stadio. Insomma si sta preparando il Palermo del futuro. Si tratta di recepire anche mentalmente le dinamiche tipiche dell’adattamento e di vivere come una sfida l’apertura al futuro. Ci rammarica tuttavia una considerazione di natura più empatica, il venir meno di quel legame unico e viscerale che un tempo veniva qualificato come appartenenza stabile e continua ad un progetto, una squadra, una storia. Le “bandiere” sono in estinzione. Dopo Del Piero e Maldini a cui le squadre di appartenenza non hanno neanche tributato gli onori che avrebbero meritato, dopo Zanetti, rimane Totti, e poi nessuno come loro. Nel caso Palermo, almeno per i dirigenti, c’eravamo abituati a questa figura calma e rassicurante di Perinetti, si poteva forse dialogare e trovare degli spazi di collaborazione, ma le cose sono andate diversamente. In questo modo e secondo quello che appare il modello calcistico del futuro, lo stesso mister Iachini potrebbe assumere dei compiti manageriali, sullo stile dei coach inglesi. Si va delineando così il Palermo anti-crisi.