Palermo, perle di saggezza tra fede e cultura

Riconciliazione, fede, preghiera e cultura. Tanti spunti in casa rosanero.
12.05.2016 01:17 di Giovanni Chifari  articolo letto 749 volte
© foto di Federico Gaetano
Palermo, perle di saggezza tra fede e cultura

In un clima di infinite querelle, tra "dardi infuocati" e “paracaduti”, quelli fiscali ovviamente, può far bene spostare l’attenzione su un percorso virtuoso. Si tratta di gesti di misericordia, eventi di riconciliazione, proposte culturali. 

Tra gli eventi più significativi della rinascita rosanero si possono certamente annoverare la pax di Coccaglio,  con la riconciliazione Ballardini-squadra, e l’ingresso della figura di Gianni Di Marzio, uomo capace di seminare ottimismo e di far crescere il dialogo e l’autostima in seno alla squadra. Adesso manca soltanto l’ultimo sigillo, l’abbraccio con i tifosi in un Barbera che va verso il sold out.

Tutto inizia o meglio ricomincia da un’esperienza di riconciliazione. Il vento della Misericordia, sarà l’effetto “Giubileo”, è soffiato dapprima in quel di Coccaglia, sancendo la pace Ballardini-Sorrentino/squadra e poi si è diretto, una volta tanto non come scirocco bensì come gradevole brezza leggera, verso i lidi di Palermo, trasformando e rinnovando la qualità delle relazioni umane. L’unione di un gruppo si costruisce spesso in modo artigianale.

Nello stesso tempo, l’arrivo di Gianni Di Marzio ha dato fiducia all’ambiente ed è servito a favorire il dialogo e l’interazione di squadra.

Ma è forse utile soffermarsi su ulteriori chiavi di lettura, rintracciabili in un duplice registro: religioso e culturale, dunque tra fede, preghiera e ricerca della saggezza. Tre gli interpreti: Mister Ballardini, Alberto Gilardino ed Enzo Maresca.

Il Mister, al termine del match di Firenze, citando San Giovanni Paolo II, ha dichiarato: “La sofferenza è la nostra preghiera”. Espressione che rimanda a quel Vangelo della Sofferenza di cui parlò più volte il Papa santo e che richiama il ruolo della preghiera nel affrontare, dare un senso e superare le sofferenze. Qualche giorno prima, anche Alberto Gilardino ha parlato del suo rapporto con la fede e la preghiera, per poi aggiungere: “La testa conta più di ogni altra cosa: il consiglio che do ai giovani è di lavorare molto sull’anima”. Un’anima intesa forse nella sua componente più razionale, parlava infatti di mental coach, ma il fatto che abbia citato la preghiera richiama necessariamente un’antropologia unitaria, perché anche il corpo prega.

Altro spunto proviene da Enzo Maresca, carisma da leader e un non indifferente spessore culturale. Infatti dopo l’intervista apparsa sulla Gazzetta dello Sport in cui presenta il best seller di Daniel Kanheman, Pensiero veloce e Pensiero lento, sempre nel post Firenze ci ha fatto dono di una massima giapponese: “Si consiglia che chi ha da percorrere 100 miglia consideri le novanta come metà”. Cioè, non si è ancora raggiunta la meta e anche se manca poco bisogna pensare come se manchi ancora molto, e si è solo al giro di boa. Il tutto serve a mantener alta la tensione e a non dare nulla per scontato. Una sapienza pratica, nata dall’osservazione di esperienze poi condensate in proverbi o detti. Sapienza umana che richiama la virtù della prudenza, che i latini, non a caso, definivano “auriga virtus”, la prima e più importante di tutte le virtù. Se è questa la sapienza umana, carica di spunti e di indicazioni, cosa sarà mettersi alla scuola della Sapienza divina? (cf. libri sapienziali della Bibbia)

Un Palermo accorto e prudente, che sa arrivare all’appuntamento dell’anno con la giusta tensione e concentrazione, potrà regalare una grande gioia ai propri tifosi sparsi nel mondo.

Ultima tappa dunque, tempo di riconciliazione con il pubblico. Verso un nuovo anno, per non ripetere gli errori del passato.