Per un calcio pulito e non patologico

Da Blatter al Caos Catania. Analisi delle nuove patologie calcistiche. Palermo, isola di felice virtù.
01.07.2015 01:26 di Giovanni Chifari   Vedi letture
© foto di Andrea Ninni/Image Sport
Per un calcio pulito e non patologico

 

In questi ultimi tempi il mondo del calcio ha lasciato emergere tutte le sue debolezze o meglio ogni sua patologia. La credibilità di tutto il sistema, già ai minimi termini dopo il caso Blatter, ha ricevuto un altro duro colpo dopo il ribattezzato caos Catania, alias i “treni del gol”. Se pensiamo all’immagine dell’iceberg, usata in campo psichiatrico, diremo che è emersa quella parte sommersa o latente che non si vede a primo acchito eppure è presente. Un blocco patologico che tuttavia non appare come un monolite compatto ma tratteggiato dai volti e dalle storie di tante umanità ferite. È questo il profilo psicologico spirituale che appare dalle prime ammissioni di Pulvirenti. Paura di retrocedere, preoccupazioni, sfiducia nelle potenzialità della squadra e allora a livello di coscienza scattano meccanismi insani ma ritenuti “doverosi” al fine di salvare la squadra. Un segnale evidente di come, anche a livello di coscienza si stia diffondendo la tendenza a identificare come valore, nel senso di ciò che vale, ciò che si deve fare in quel momento, quello che in realtà è un disvalore. Anche la dimensione dell’amore e dell’attaccamento per la propria terra e per la propria squadra mostra di essere scivolato attraverso nuove derive patologiche. Non si può dire cioè: “L’ho fatto per la squadra”, perché in realtà non si sta facendo del bene. E allora in tutta questa storia il nostro Palermo ha mostrato percorsi sani e dall’alto valore testimoniale. Siamo andati in B accettando la sfida e uscendone rinnovati e rigenerati. La squadra rosanero, che avrà un nuovo look visibile anche nelle maglie della prossima stagione, procede con umiltà e con sano realismo. È questo il calcio che fa bene alla gente, ai giovani, alle famiglie. In queste ore Tavecchio ha addirittura richiamato un’immagine evangelica: “scacciare i mercanti dal Tempio”, ma bisognerà innanzitutto lavorare sul cuore dell’uomo, da lì esce il bene ma purtroppo anche il male, soffermandosi non poco sul tema della corruzione, che nasce proprio lì, sempre nel cuore. E allora forse fa bene la Sampdoria ad iniziare il suo raduno con un pellegrinaggio religioso, ma anche noi non stiamo male: Palermo è infatti sempre sotto l’ombra di Santa Rosalia. Lo stadio si trova sotto lo sguardo della Santuzza, lecui reliquie in questi mesi hanno attraversato la città in elicottero, si rinnova quindi la benedizione sul popolo palermitano; senza dimenticare che il Santuario di Monte Pellegrino è una delle mete preferite dei percorsi zampariniani in auto quando si trova in città e soprattutto quando gioca il Palermo.

Che dire dunque? Bisognerà lavorare sulla formazione umana di tutti gli addetti ai lavori del mondo del calcio. Ci sono forse troppe esagerazioni, dalla buonuscita milionaria di Capello alle bizze dei calciatori che esigono aerei, spiagge private e ogni tipo di lusso. Per fortuna ci sono altri esempi, come quello di Gattuso che a suo tempo aiutava economicamente calciatori e dirigenza dell’Ofi Creta, di cui era allenatore.

Il Palermo ha mostrato di avere un gruppo sano, un grande allenatore e una perfetta alchimia tra esperienza e gioventù. Rimosse quelle situazioni patologiche che avevano portato alla retrocessione adesso, dopo il consolidamento, la squadra guarda all’Europa.