Uno "spirito" Mundial

Dalla kermesse mondiale cerchiamo di trarre spunti e motivazioni utili alla causa rosanero, al Palermo e alla sua gente.
16.06.2014 10:55 di Giovanni Chifari   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Uno "spirito" Mundial

Con l’inizio dei mondiali tutta l’attenzione mediatica e in un certo modo anche quella empatica è rivolta verso questo palcoscenico che non smette di suscitare fascino e di offrire spunti interessanti.

Realtà significative che raccogliamo a pochi giorni dall’inizio della nuova kermesse, che possono essere ricalibrate per il mondo rosanero, offrendo spunti utili per arricchire un archivio valoriale e motivazionale al quale si potrà attingere per la prossima stagione.

Innanzitutto una riflessione in chiave amarcord per i rosanero: nel match vittorioso per l’Italia si sono distinti in campo Sirigu e Darmian, vecchie conoscenze del Palermo che forse non ha mai creduto veramente in loro. Sul primo si intravedevano qualità che poi si sarebbero consolidate in futuro, sul secondo, diciamolo pure, non c’è stata pazienza. Era il vice Cassani, andava forse accompagnato con più attenzione. Ma in questo calcio vige l’imperativo del “tutto e subito”; se è vero che perfino di Cavani si diceva a Palermo: “E’ bravo, ma sbaglia troppi gol sotto porta”. E invece … Note che ci lasciano percepire un habitus culturale ancora duro a morire: c’è troppa impazienza e a volte anche insofferenza.

Ma torniamo al Mondiale e al suo spirito caratteristico che unisce popoli e culture nel segno del gioco più amato. Tre gli elementi che fanno al caso nostro: il calcio come gioia, festa e partecipazione di popolo. Gioia contagiosa quella che si espande al ritmo della ola, che puntualmente attraversa spalti pieni e colorati, che delineano per certi versi un approccio diverso alla vita tipico delle culture latino americane. Non mancano i problemi sociali e le sperequazioni in quelle terre, tuttavia c’è una partecipazione di popolo che esprime una naturale apertura al bello della vita e alla festa. Esempi paradigmatici anche in campo: l’esultanza della Colombia, l’entusiasmo della Costa d’Avorio, la gioia incontenibile del Costarica. Tre realtà non di prim’ordine, che tutta via hanno impresso un segnale deciso al Mondiale. Circa la Colombia, c’è un coreografo d’eccezione che pensa e produce danze coinvolgenti, il “napoletano” Armeno. Gli “elefanti” d’Africa invece mostrano pragmaticità e versatilità più incline ad un’idea moderna di calcio, mentre è apparsa spumeggiante la trama di gioco dei costaricensi, con individualità interessanti come quella di Campbell. Consigli per gli acquisti? Lasciamo che la magmatica situazione societaria rosanero faccia il suo corso e ci siano gli attesi assestamenti, condizione imprescindibile per un campionato sereno. Gioia, festa e partecipazione di popolo sono dunque aspetti che non trovano impreparata la gente palermitana, per indole sensibile a questo profilo. Insomma si tratterà di ritrovare la bellezza di quest’approccio al calcio, complice un’annata che, secondo copione, farà registrare, almeno all’inizio, un grande entusiasmo.

Intanto dallo “spirito mundial” accogliamo un ulteriore sollecitazione: la voglia di lottare su ogni pallone, l’impegno a confrontarsi alla pari e senza alcuna remora anche con gli avversari più blasonati. Non esistono match scontati. Brucia molto la “manita” olandese su una Spagna forse appagata, che rischia di seguire la parabola discendente del Barcellona. Inoltre lo stesso match dell’Uruguay docet. A proposito, pochi minuti per Hernandez e invece match intero per l’ex Arevalo Rios. Siamo certi che con una guida seria e grintosa come quella offerta da Iachini, si vedranno gare combattute e avvincenti, secondo questo spirito, che è vero, per molti, come ha candidamente confessato Pinilla, potrà esser pure una vetrina per il mercato, tuttavia si tratterà sempre di dare il massimo secondo una deontologia professionale ineccepibile. Proseguiamo dunque con l’avventura mondiale, redigendo “appunti” per il nostro caro Palermo e la nostra amata città.